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Teano, tra patrimonio architettonico ed enogastronomia

TEANO (di Massimo Morra) – Città di origine osca, Teano è l’antica Teanum Sidicinum, capitale dei Sidicini. Anticamente conosciuta come porta della Campania in virtù della sua posizione geografica, è famosa per essere stata teatro dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II avvenuto nel 1860.

La città venne fondata nel IV sec. a.C. IV come capitale dal popolo italico dei Sidicini, facente parte degli Osci: a quest’epoca sono attribuiti i resti tuttora esistenti delle mura pre-romane. La città era situata in posizione strategica sulla Via Latina (odierna Via Casilina) tra Suessa e Cales. Nel 340 a.C. i Sidicini furono alleati con i Latini e i Campani contro Roma, nella guerra latina.

Si oppose agli attacchi dei Sanniti prima e dei Romani dopo. Con la conquista romana, Teano divenne quindi municipio romano con una propria monetazione. Ottenne lo stato di colonia sotto Augusto. In questo periodo, di grande sviluppo urbanistico, si estese dalla sommità del colle verso la pianura, e si arricchì di edifici pubblici: un anfiteatro, un foro, un teatro-tempio, templi e strutture termali.

Nella prima metà del IV sec. divenne sede episcopale, soppressa tuttavia nel periodo tra il 555 e l’860. Fu espugnata nel 549 dai Longobardi 594 e fu sede di una contea longobarda e insediamento militare a guardia del confine. Nel IX secolo vi si trovavano tre monasteri benedettini. Nel monastero di San Benedetto si rifugiarono temporaneamente i monaci dell’Abbazia di Montecassino, in seguito alla distruzione della loro sede. I monaci portarono con loro parte del tesoro abbaziale e l’originale della regola scritta dal fondatore e per circa 30 anni rimasero a Teano, finché un incendio distrusse il monastero e la regola. Federico II, dopo la sua incoronazione ad imperatore, rese demaniali le città di Sessa Aurunca, Teano e Mondragone.

Successivamente Teano fu feudo di grandi famiglie: Marzano, Carafa, Borgia, Caetani. Teano è conosciuta come la “città dello storico incontro” e per anni si è ritenuto che il 26 ottobre 1860 si sarebbe svolto, presso il ponte San Nicola, lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, tramandato, con il nome di “incontro di Teano”.

La precisa località in cui l’incontro avvenne è stata ed è argomento di discussione. L’incontro è entrato nella storia d’Italia ed ebbe il significato di un’adesione del generale che aveva guidato la spedizione dei Mille alla politica di casa Savoia.

La città di Teano oggi si presenta ai nostri occhi con tanti luoghi da visitare, tra chiese e resti delle antiche civiltà che si sono succedute nei secoli al dominio del territorio. Non mancano comunque tanti luoghi di ristoro e di relax, a cui i visitatori possono accedere: molti sono i ristoranti, i bar, le pizzerie, piccoli bazar e tanto altro. Cittadina ospitale che chiede solo di essere visitata.

Oltre ad essere visitata, Teano chiede anche di essere gustata, infatti, un tipico prodotto della zona, nonché presidio Slow Food dal 2018, è il Cece di Teano; noto per il suo aspetto piccolo, rugoso e color nocciola. Una ricetta tipica che si prepara con questo tipo di cece è “tagliarielli e ciceri” preparata non solo con ceci, ma anche sugo e salsiccia di maiale. Altro prodotto D.O.P. è l’Olio Extravergine d’Oliva Terre Aurunche. Questo tipo di olio ha bisogno clima mite e di un terreno di natura vulcanica, per far in modo di preservare tutte le sue caratteristiche.

Massimo Morra 5^A Accoglienza Turistica IPSSART Teano (CE)
Per “Io cittadino del mio territorio – Giornale Enogastronomico
Ref. Antonella D’Avanzo (giornalista)

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