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Liberi da vincoli

Tavolo di Italia Viva, Miccolo: IofirmoperCaserta finta civica, Fabrocile dopo aver tradito parla con i nostri voti

IofirmoperCaserta è rappresentato da Antonello Fabrocile che siede in consiglio con i voti di Speranza dopo aver tradito il suo mandato.

Più che un tavolo di confronto sembra un caravanserraglio con all’interno tutto e il contrario di tutto: dalla ‘sinistra’ di Oliviero (Bevilacqua, Battarra, Greco) alla destra di Enrico Trapassi passando per i finti civici di Iofirmo”. È questo il commento del coordinatore di Speranza per Caserta, Michele Miccolo, a seguito della nota inviata dal partito renziano sul tavolo ‘allargato’.

Sappiamo già tutti che queste sceneggiate servono a poco di fronte all’evidenza della realtà – continua Miccolo – Italia Viva, così come anche il citato Battarra, sono in consiglio comunale e, dopo mesi di lamentele, non hanno compiuto un solo singolo gesto politico per liberare questa città da Marino e dal suo apparato di potere (che quelli di Italia Viva hanno appoggiato e sostenuto finora) solo per amore della poltrona e del relativo gettone di presenza.

Scopriamo che IofirmoperCaserta è rappresentato da Antonello Fabrocile (che siede in consiglio con i voti di Speranza dopo aver tradito il suo mandato) avvalorando la tesi di chi sostiene che questa lista è un’autentica lista civetta allestita per compiacere il sindaco Marino che pensava, inutilmente, di sottrarci candidati e voti. Ma i nostri candidati ed elettori, che non sono stupidi, non potranno mai scegliere di stare nei (o con) partiti del mattone e del conflitto di interessi. Speranza per Caserta, con la candidatura di Rosi Di Costanzo, ha voluto ancora volta marcare la distanza da queste logiche ‘prenditoriali’.

Noi – conclude Michele Miccolo – stiamo dalla parte del buon governo e della buona amministrazione con i cittadini per bene e non con gli speculatori e gli alchimisti delle grandi coalizioni posticce del recente passato, che hanno creato i dissesti della nostra città, facendola precipitare nel degrado, e condannato i casertani ad una invivibilità perpetua.”

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