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Liberi da vincoli

TAR accoglie richiesta porto d’armi di una guardia zoofila: il vigilante dell’Enpa si era opposto al NO della Prefettura

Dopo due ricorsi e cinque anni di attesa, il TAR della Campania ha ritenuto illegittimo il rigetto dell’istanza del rinnovo di un porto d’armi che aveva chiesto una guardia zoofila dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali). Dunque, il vigilante, si è vista riconosciuta la regolarità della sua richiesta.

Lo ha stabilito la quinta sezione del Tribunale amministrativo regionale della Campania che ha dato ragione alla guardia zoofila. Il decreto di rigetto, infatti, era stato motivato richiamando una precedente nota del 2019, con la quale il Comando Provinciale Carabinieri di Caserta aveva espresso parere contrario, «reputando insussistente il requisito del dimostrato bisogno» e rappresentando altresì che il richiedente è stato denunciato alla magistratura due volte: una prima volta dieci anni fa per tentato esercizio abusivo della professione e poi nel 2014 per un’inosservanza.

Due episodi datati nel tempo che il TAR ha ritenuto non ostativi sottolineando, invece, la necessità del porto d’armi per un soggetto che aveva subìto anche minacce ed intimidazioni nello svolgimento della sua attività per conto dell’Enpa. La difesa del vigilante, ha lamentato che la Prefettura di Caserta avrebbe omesso di tener conto della sentenza dello stesso TAR del 2017 relativa ad un precedente diniego per gli stessi motivi, circostanza peraltro rappresentata dall’interessato in sede procedimentale.

Per i giudici del TAR, la Prefettura di Caserta ha posto, «sic et simpliciter», a distanza di oltre quattro anni e senza alcun approfondimento istruttorio e motivazionale, le stesse ragioni ostative già opposte nel precedente decreto di rigetto (adottato nel 2015), annullato per difetto di istruttoria e di motivazione dal TAR nel 2017, con sentenza passata in giudicato. «Sentenza – scrivono i giudici – che non è stata neanche menzionata nel nuovo provvedimento e, comunque, è stata del tutto ignorata, quanto alla sua portata conformativa, in sede di riesercizio della funzione».

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