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Liberi da vincoli

Svolta nelle indagini dell’omicidio Laiso. L’ordine fu di Nicola Schiavone: teneva per se il ricavato delle estorsioni

Nel pomeriggio del 20 aprile 2010, in Villa di Briano, Crescenzo Laiso, militante della fazione Schiavone del Clan dei Casalesi, venne ucciso con 13 colpi di arma da fuoco da un commando a bordo di una motocicletta.

L’esecutore materiale del delitto fu Francesco Barbato (collaboratore di giustizia), mentre Mirko Ponticelli era alla guida della motocicletta, ma le indagini hanno accertato che i complici, fornendo supporto logistico e rintracciando la vittima, furono Mario Iavarazzo, Nicola Della Corte e Bartolomeo Cacciapuoti. Laiso, che era alla guida della sua automobile Smart, cercò di fuggire all’attentato, ma i killer non gli diedero scampo.

Secondo le indagini e le dichiarazioni acquisite dai collaboratori di giustizia, a dare l’ordine ai killer fu Nicola Schiavone, figlio del capo clan Francesco Schiavone detto anche Sandokan, perchè la vittima aveva tenuto per se buona parte del ricavato delle estorsioni senza versarle al Clan.

L’attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e avviata nel 2016. I soggetti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere sono: Iavarazzo Mario, nato a Napoli il 23.01.1975; Ponticelli Mirko, nato a Napoli il 21.07.1986, detenuto presso il carcere di Saluzzo; Della Corte Nicola, nato a Villa di Briano il 07.07.1970, detenuto presso il carcere di Sulmona e Cacciapuoti Bartolomeo, nato a Santa Maria Capua Vetere il 23.06.1973.

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