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Suicidio simulato della moglie: il titolare del centro medico per 2 ore e mezza davanti al GIP ribadisce la sua innocenza

Nel laboratorio Soviet di Lago Patria sono passati anche noti calciatori del Napoli

Aversa (Caserta), 18 agosto 2020 – È stato interrogato oggi davanti al GIP del tribunale di Napoli Nord, Gennaro De Falco, 63 anni il titolare del centro di analisi cliniche Soviet di Lago Patria (intestato formalmente alla moglie Romana Danielova, 55 anni, di origine ceca) in carcere perché accusato di aver strangolato la moglie e di aver inscenato un finto suicidio della consorte.

Davanti al GIP Grunieri, De Falco, assistito dall’avvocato Alfonso Quarto, ha ribadito per due ore e mezza la sua estraneità ai fatti, così come aveva fatto in altri tre precedenti interrogatori nelle more dell’indagine. La messinscena sarebbe stata allestita lo scorso 12 luglio, quando i carabinieri furono chiamati a Varcaturo per il suicidio della moglie: per gli 007 c’erano state diverse contraddizioni.

A distanza di poco più di un mese i militari di Giugliano, coordinati dalla Procura di Napoli Nord (PM Paone), hanno accertato che i loro dubbi erano leciti e hanno arrestato ieri il marito della donna con l’accusa di omicidio. Per gli investigatori l’avrebbe uccisa lui per strangolamento. De Falco, è il proprietario del centro medico molto conosciuto tra Napoli e Caserta, al cui interno sono ospitati vari studi specialistici tra i quali anche un centro di riabilitazione al quale negli anni scorsi spesso si sono rivolti anche i calciatori del SSC Napoli, da Hamsik a Lavezzi e Cavani.

Sembra proprio che la gestione del centro medico fosse stata ultimamente al centro dei dissidi tra la coppia, dalla cui unione sono nati due figli. Il 12 luglio scorso De Falco, ai carabinieri e al personale del 118 intervenuti sul posto, raccontò di aver trovato al suo risveglio la moglie impiccata al cordino delle tende del salotto della loro abitazione. Ma già in occasione del primo sopralluogo emersero diversi dubbi sulla sua versione. E nei giorni successivi l’autopsia effettuata sul cadavere chiarì che la donna era stata strangolata al termine di una colluttazione.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata sin dai primi istanti sullo strumento che sarebbe stato utilizzato per commettere il suicidio, del tutto inadeguato a sostenere il peso del corpo della donna; successivamente, grazie anche ad una serie di testimonianze, sono stati acquisiti elementi significativi sui conflitti tra i due, dovuti principalmente a dissidi economici connessi alla gestione del centro.

Oltre ad essere accusato di omicidio, De Falco è indagato anche per aver causato lesioni personali gravi ad una donna, un medico del 118, intervenuta sul luogo dei fatti e responsabile, agli occhi dell’uomo, di non aver sottoposto a TSO alcuni giorni prima la moglie, pur avendo la stessa, sempre secondo il racconto del marito, manifestato in passato segni di squilibrio mentale. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

Suicidio moglie simulato: il Tribunale del Riesame vaglierà la posizione di Gennaro De Falco in carcere

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