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Suicidio moglie simulato: il Tribunale del Riesame vaglierà la posizione di Gennaro De Falco in carcere

L’uomo aggredì anche una dottoressa che si rifiutò di procedere al TSO della vittima quando era in vita

Il Tribunale del Riesame di Napoli fisserà a giorni l’udienza per Gennaro De Falco, 63 anni il titolare del centro di analisi cliniche Soviet di Lago Patria (intestato formalmente alla moglie Romana Danielova, 55 anni, di origine ceca) in carcere perché accusato di aver strangolato la consorte e di aver inscenato un finto suicidio della donna.

De Falco aveva ribadito per due ore e mezza la sua estraneità ai fatti davanti al gip del tribunale di Napoli Nord (Aversa), così come aveva fatto in altri tre precedenti interrogatori nelle more dell’indagine ma la difesa insiste e tenta il ricorso per la scarcerazione al Tribunale della Libertà.

La messinscena sarebbe stata allestita lo scorso 12 luglio, quando i carabinieri furono chiamati a Varcaturo per il suicidio della moglie: per gli 007 c’erano state diverse contraddizioni. A distanza di poco più di un mese i militari di Giugliano, coordinati dalla Procura di Napoli Nord (PM Paone), hanno accertato che i loro dubbi erano leciti e hanno arrestato ieri il marito della donna con l’accusa di omicidio. Per gli investigatori l’avrebbe uccisa lui per strangolamento. De Falco, è il proprietario del centro medico molto conosciuto tra Napoli e Caserta, al cui interno sono ospitati vari studi specialistici tra i quali anche un centro di riabilitazione al quale negli anni scorsi spesso si sono rivolti anche i calciatori del SSC Napoli, da Hamsik a Lavezzi e Cavani.

Sembra proprio che la gestione del centro medico fosse stata ultimamente al centro dei dissidi tra la coppia, dalla cui unione sono nati due figlie che vivono in altra zona. Una vicenda complessa per la quale sono stati sentiti anche diversi testimoni, tra cui alcuni vicini che nei 40 giorni precedenti la morte sentivano litigare spesso la coppia. De Falco agli inquirenti avrebbe riferito che la moglie era in prede a particolari periodi di depressione e aveva sollecitato anche l’ASL per un TSO.

Infatti, oltre ad essere accusato di omicidio, De Falco è indagato anche per aver causato lesioni personali gravi ad una donna, un medico del 118, intervenuta sul luogo dei fatti e responsabile, agli occhi dell’uomo, di non aver sottoposto a TSO alcuni giorni prima la moglie, pur avendo la stessa, sempre secondo il racconto del marito, manifestato in passato segni di squilibrio mentale. La dottoressa, anche lei di origine straniera, fu colpita con un pugno ed un calcio dal De Falco all’indomani della morte della moglie perché, secondo l’uomo, il ricovero avrebbe evitato il suicidio.

Suicidio simulato della moglie: il titolare del centro medico per 2 ore e mezza davanti al GIP ribadisce la sua innocenza

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