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Liberi da vincoli

Spaccio nella Valle di Suessola, Gennaro Morgillo si professa innocente e si avvale della facoltà di non rispondere

Questa mattina si è tenuto presso il carcere di Secondigliano l’interrogatorio di garanzia del boss Gennaro Morgillo, difeso dagli avvocati Vittorio Fucci e Igino Nuzzo, a cui è contestato un ruolo di primo piano nell’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, che ha portato nella mattinata dell’altro ieri a misure cautelari nei confronti di 38 indagati (31 in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria).

Il ras Morgillo si è professato innocente e si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa ha ritenuto di non fare passi falsi e puntare sul Riesame e poi eventualmente alla Cassazione, avendo così il tempo di una approfondita e puntuale difesa, senza compromettere in questo momento, visto la voluminosità del fascicolo delle indagini, la posizione del Morgillo, che è già estremamente gravata dalle accuse. Ricordiamo che dagli atti risultano anche i contatti del Morgillo con i narcos in Bulgaria per rifornire di droga le piazze locali. Sono iniziate oggi le tattiche difensive.

I provvedimenti restrittivi, di cui alle ordinanze restrittive del 20 aprile scorso, costituiscono il risultato di un’attività investigativa, avviata dall’ottobre 2018 al maggio 2020, condotta attraverso un’ampia piattaforma tecnica ed una mirata attività esterna di riscontro, che ha consentito di accertare l’operatività di un gruppo criminale, attivo prevalentemente nella Valle di Suessola e collegato al clan Massaro, i cui accoliti, anche grazie al potere intimidatorio esercitato sul territorio gestivano, in maniera monopolistica, il traffico degli stupefacenti.

Spaccio nella Valle di Suessola, duro colpo al clan Massaro. Trentotto custodie cautelari