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Spaccio di droga tra la Valle di Suessola e il beneventano, il Riesame scarcera Mario Romano e Pasquale Crisci

La 10ª sezione del tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo la tesi dell’avvocato difensore, ha annullato gli arresti di Mario Romano e Pasquale Crisci, rispettivamente di San Felice a Cancello e di Arienzo, scarcerandoli. I due, posti agli arresti domiciliari, erano tra i 21 soggetti indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha scaturito il blitz dei Carabinieri della Compagnia di Maddaloni del 6 ottobre scorso. La Pubblica Accusa contesta ai 21 indagati l’esistenza di un’intensa e articolata attività di spaccio di sostanze stupefacenti nei Comuni di Maddaloni (CE), San Felice a Cancello (CE), S. Maria a Vico (CE), Montesarchio (BN) e Arpaia (BN). La zona di approvvigionamento della droga è stata individuata in Caivano.

Romano e Crisci erano considerati figure di primo piano nel controllo della droga e nella gestione delle piazze di spaccio nel basso casertano. Risulta, inoltre, dalle indagini che i due avevano il ruolo di comprimari del boss Gennaro Morgillo. Il Romano, risulta essere il braccio destro, oltre che nipote, di Gennaro Morgillo, mentre Crisci il suo referente ad Arienzo.

Spaccio di droga tra la Valle di Suessola e il beneventano, 21 indagati

Le indagini erano assistite da migliaia e migliaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali captate tra il 2018 e il 2019. Le contestazione degli investigatori, inoltre, erano rafforzate dalle dichiarazioni di qualche imputato, che ha deciso di collaborare con la giustizia. Dagli atti emergeva come il Romano, nipote del boss Morgillo, aveva un ruolo apicale nella gestione della droga tra la Valle Caudina e la Valle di Suessola, e come il Crisci, con il placet di Morgillo, gestiva autonomamente la piazza di spaccio di Arienzo, della quale era a capo.

La difesa dei due ha prodotto una serie di documenti e di investigazioni difensive per smontare la tesi accusatoria e l’ordinanza di custodia cautelare. Il Tribunale del Riesame, all’esito della discussione tenutasi ieri mattina, ha rimesso in libertà Mario Romano e Pasquale Crisci, accogliendo il ricorso dell’avvocato Vittorio Fucci.

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