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Querelle fra Coop Progetto 2000 e Comune di Caserta su gestione parcheggio ospedale: si ricomincia davanti al TAR

Decisione del Consiglio di Stato dopo una pioggia di ricorsi contro l'amministrazione

Quinto round giudiziario davanti al TAR tra il Comune di Caserta e la Cooperativa Progetto 2000 in «lite» da quattro anni per la gestione del parcheggio nelle vicinanze dell’Ospedale del capoluogo. Il Consiglio di Stato, dopo vari rimpalli giudiziari, ha rimandato tutto di nuovo davanti a una diversa sezione del Tribunale amministrativo regionale della Campania.

Tutto nasce da una richiesta avanzata dalla Cooperativa, che da più di 20 anni gestisce l’area in virtù di un’autorizzazione più volte rinnovata, per una proroga fino all’approvazione del PUC in corso di predisposizione. Il Comune la concede per 12 mesi essendo in corso di redazione lo strumento urbanistico nell’ambito del quale sarebbe stata prevista la sistemazione definitiva dell’intero comparto ospedaliero.

Alla scadenza dei 12 mesi la Cooperativa, che nel frattempo ha stipulato una convenzione con l’Azienda Ospedaliera per la gestione del parcheggio, replica al Comune di Caserta l’istanza di rinnovo dell’autorizzazione nelle more dell’approvazione del nuovo PUC e della definitiva sistemazione dell’intero comparto ospedaliero di Caserta. Una richiesta che viene respinta perché il Comune ha già avviato la procedura per l’esproprio dell’area.

Iniziano una serie di ricorsi, il provvedimento del Comune di Caserta viene annullato. Facendo proseguire l’attività di parcheggio a servizio del presidio ospedaliero. Di qui la decisione del Comune, nel 2018, di cessare l’attività in atto, rigettando l’istanza di rilascio dell’autorizzazione temporanea per l’utilizzo dell’area a parcheggio riservato del luglio 2017.

Seguono altri ricorsi per silenzio assenso fino al 2019 quando il Comune dispone l’annullamento in autotutela del provvedimento autorizzatorio realizzatosi per silenzio assenso, nonché l’immediata cessazione dell’attività di parcheggio.

Il TAR dà ragione al Comune ma la controparte ricorre al Consiglio di Stato, dove la V sezione rileva che non è detto che, nel caso specifico, il silenzio assenso rispetto alla proroga dell’autorizzazione si riferisce al solo periodo di un anno applicando una preciso articolo del codice di procedura amministrativa, che prevede l’annullamento della sentenza del tribunale e l’avvio di un nuovo processo amministrativo.

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