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Liberi da vincoli

Publiservizi e le cartelle pazze, il lupo perde il pelo ma non il vizio

Per Raffaele Giovine la società romano-casertana continua a fare il bello e cattivo tempo. Roberto Desiderio: "Sfruttare la proroga concessa dal decreto Covid per affidare all’esterno la riscossione della Tasi è un atto inqualificabile". Ma al Comune di Caserta sta bene così e fanno orecchie da mercante.

Continua a far parlare di se la Publiservizi, società che fa capo ad una holding di cui la maggioranza del capitale è nelle mani di Elena Natale, figlia del fondatore Nino Natale. La sua esistenza è contornata da tanti contrasti, controversie e polemiche con i contribuenti, e non sempre è la società dei Natale che ne esce con ragione. In effetti, la holding con sede in Roma ma “interessi” in provincia di Caserta e Napoli, non sarebbe molto stimata, da quanto riferitoci da diversi cittadini.

Miriadi di polemiche per diversi episodi di bollette pazze dell’acqua in comuni del napoletano. Polemiche a Caserta per cartelle esattoriali Tari e Tasi fatte pervenire agli utenti al limite dei termini previsti dalla Legge, ne abbiamo a scadenza programmata. Sempre a Caserta erano a “cadenza mensile” le critiche dovute alle multe relative alla sosta a pagamento della Publiparking, società appartenente alla Publiservizi, che da pochi anni non effettua più il servizio di incasso delle soste nel tenimento del capoluogo.

Persino l’Antitrust si è interessata di Publiservizi. Nel 2015 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, allora guidata da Giovanni Pitruzzella, le commina una sanzione da 100 mila euro per pratiche commerciali scorrette relative alla fatturazione di consumi idrici.

A fine luglio 2017, con Publiservizi a contratto scaduto già da diversi mesi, al Comune di Caserta arriva il giorno dell’apertura delle buste con le relative offerte, ma, non si sa il motivo, l’apertura viene rimandata e la società ottiene ulteriore proroga di poco più di 1 mese. Solo in data 8 settembre 2017, la società dei Natale si aggiudica l’appalto per 8.390.000 euro oltre Iva. La nota interessante è che di buste contenenti offerte pervenute al Comune di Caserta ce ne è solo 1 (una), quella di Publiservizi.

In ultimo, e questione di pochi giorni fa, e precisamente il giorno che precedeva le festività Pasquali, tenendo bene a mente la crisi economica dovuta alla Pandemia, Publiservizi invia migliaia di raccomandate (vedi nota stampa della CISAS) inondando le case dei casertani, richiedendo il pagamento in una unica soluzione della Tasi del 2015, gravata anche di penalizzazioni nonostante le raccomandate fossero state redatte solo ai primi di Aprile e consegnate prima della Pasquetta. Va da se, senza la possibilità per i contribuenti di chiedere chiarimenti perchè gli uffici erano chiusi per le festività.

Su quest’ultima poco gradevole situazione è intervenuto con nota stampa il movimento Caserta Decide, il cui candidato Sindaco alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale del capoluogo che si terranno in ottobre 2021, Raffaele Giovine, dichiara che – “La Publiservizi continua a fare il bello ed il cattivo tempo al Comune di Caserta. Dopo essersi aggiudicata in solitaria nuovamente l’appalto per la riscossione, sta inviando cartelle pazze, alcune immaginarie altre prescritte. L’assessora alle Finanze spieghi cosa sta succedendo: è ingiusto che arrivino cartelle sbagliate alle persone in un momento di grande crisi finanziaria”.

Sulla questione entra a gamba tesa anche il consigliere comunale di opposizione, Roberto Desiderio, che dichiara “Legge alla mano, le cartelle sarebbero dovute essere spedite entro l’ottantacinquesimo giorno dalla scadenza della proroga concessa dal decreto Covid, cioè sarebbero dovute essere spedite entro il 26 marzo. Come ben ha evidenziato l’assessore Gerardina Martina in commissione, le cartelle sono state spedite tutte il giorno 30, così come può essere riscontrabile attraverso il codice a barre presente sulle stesse. Per dimostrare, però, che gli atti sono stati spediti nei tempi imposti dalla legge, è stato apposto un timbro con la data del 26.”

Tra le altre cose Desiderio si chiede perchè “pagare un agio ad un concessionario per incassare un’imposta che i casertani già pagano volontariamente. Sarebbe bastato rendere operativo l’ufficio tributi del Comune che, allo stato, esiste solo su carta, ma che non ha alcuna operatività“. Desiderio inoltre invoca un po’ di rispetto per le famiglie costrette a vivere questo brutto momento dovuto al Covid – “I casertani hanno bisogno di altro, soprattutto in questo momento particolare che moltissime famiglie stanno vivendo a causa del Covid. Se da una parte è giusto lavorare al recupero delle somme che non vengono pagate, operazione che il concessionario non fa, dall’altro è corretto mettere le famiglie nelle condizioni di non essere soffocate dalla tasse“.

Consegnare la città nelle mani di un unico concessionario senza mettere in campo alcuna forma di ristrutturazione della macchina comunale è un qualcosa che non possiamo permettere”. “Nelle ultime settimane abbiamo assistito a provvedimenti che svuotano di contenuto la rappresentanza della città e che, allo stesso tempo, non producono alcun risultato per la collettivitàconclude il consigliere comunale.

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