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Liberi da vincoli

Prima assemblea nazionale dei circoli dell’Avanti, Brancaccio sposa il progetto Martelli

Si è tenuta oggi la prima assemblea nazionale dei Circoli dell’Avanti, presieduta dal direttore responsabile dell’Avanti, Stefano Carluccio e da Roberto De Masi editorialista dell’Avanti, a cui hanno fatto seguito i numerosi interventi dei rappresentanti dei circoli attivi ormai in tutta Italia, per poi concludersi con gli interventi di Giovanni Sgambati segretario regionale Uil Campania Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della UIL e Claudio Martelli, direttore dell’Avanti.

Ad aprire gli interventi è stato Felice ex sottosegretario industria e commercio ed attualmente referente regionale di Avanti Napoli. “La pandemia ci ha fatto comprendere cosa succede quando un agente esterno ci impone l’arresto della produzione e la sospensione di ogni contatto con i propri simili. Ma questa non può essere la soluzione al problema, se si ferma infatti la produzione crolla l’economia e non in un solo paese, serve a poco quindi tamponare le falle aperte con provvedimenti a termine. Pensare quindi di affrontare un eventuale ritorno della pandemia con gli strumenti di oggi: scostamenti di bilancio, ristori, prestiti, ristori, blocco dei licenziamenti, CIG, sarebbe da folli, perciò ci aspettiamo dal Governo Draghi, che noi sosteniamo con forza, riforme strutturali che servono a mettere in sicurezza il paese, che snelliscano la burocrazia e riformino la giustizia e che portino ad un sistema radicale del sistema produttivo, che non è in grado di reggere scossoni a ripetizione come quelli del Covid-19. Come si può pensare di distribuire risorse che il sistema non è più in grado di produrre, come si pensa dunque di sostenere le imprese che non possono più assumere o licenziare, come si pensa di far ripartire le attività senza introdurre misure di salvaguardia in caso di recidiva della pandemia, la risposta a queste domande non può essere improvvisata. Quello che occorre è una riflessione seria ed approfondita sul funzionamento del sistema produttivo imperniato sul libero mercato e l’accumulazione capitalistica, è chiaro a questo punto che l’unica vera grande riforma a cui il governo dovrebbe mettere mano è una revisione stessa del sistema che cosi come si è evoluto è destinato a produrre danni più profondi da quelli prodotti della stessa pandemia. Il pilastro portante di questo modello era e resta quello di una crescita progressiva della ricchezza prodotta da ogni stato. Se infatti la crescita si arresta entra in crisi il sistema. Pertanto noi dovremo proporre di rivedere il meccanismo del sistema produttivo. L’idea di base è quella su cui si regge il sistema assicurativo di tutti i paesi del mondo, ovvero quando il PIL cresce si accantona una percentuale della ricchezza prodotta e quando si entra in recessione il paese attinge dalle risorse accumulate che potranno essere gestite da un fondo sovrano e gestite come volano di ricchezza da utilizzare in funzione anticiclica, riducendo i problemi delle fluttuazioni economiche generate anche da cause esterne. Il sistema economico se viene lasciato da solo genera disastri di dimensioni planetarie e, senza l’intervento, il salvataggio dello stato centrale difficilmente riesce a riprendersi e ritornare a funzionare. La prima vera riforma dunque dovrebbe consentire allo stato un ruolo attivo e propositivo nella regolamentazione del mercato, ridistribuendo su tutti gli attori economici rischi e responsabilità degli eventi, sia quelli che producono risultati positivi, sia quelli che producono danni al sistema.

L’altra grande riforma è quella della giustizia, che tanto male ha fatto e sta facendo al nostro paese. Sono 30 anni infatti che la politica della giustizia nel nostro paese risente della subalternità della classe politica al potere giudiziario, come confermato del resto dalla ricostruzione dello stesso Palamara. E’ in corso un’iniziativa del governo, che se dovesse fallire, metterebbe l’Italia in grande difficoltà nei confronti dell’Europa, che ha vincolato il Recovery Plan alla riforma stessa della giustizia. A quel punto non ci resterebbe altra strada che votare il referendum proposto da radicali e lega.

Diffondere l’Avanti significa diffondere la nostra cultura, le nostre idee, della ricostruzione di un socialismo largo ed inclusivo, necessario al rilancio del paese. La nostra iniziativa politica è rivolta alla costruzione di un ampio fronte riformista che va dal PD ad Azione di Calenda, da Più Europa ai cattolici di Bentivogli a parte di Forza Italia. Il PD nato con l’intento di fungere da punto di riferimento per tutto il centro sinistra ha perso tale funzione con conseguenze negative che si sono avvertite dentro e fuori dal partito. Mortale poi è stato l’abbraccio con i 5stelle, che oggi sono in grandissima difficoltà. Ma oggi è importante e interesse di tutti recuperare il PD ad un ruolo diverso, per allargare il campo riformista. L’Avanti ha inoltre l’importante funzione di contribuire a cambiare la politica in Italia. Basta con i partiti personali che durano una stagione, bisogna riprodurre ideali e valori che siano alla base di un nuovo sistema dei partiti, capace di rinvigorire la democrazia e il rilancio della partecipazione dei cittadini”.

Per Caserta è intervenuto all’assemblea nazionale Brancaccio Francesco fresco di nomina come Presidente Provinciale dei Circoli dell’Avanti di Terra di Lavoro. “ Sono soddisfatto di questa iniziativa realmente inclusiva ed utile a rafforzare ed unificare tutto il centrosinistra, ben vengano progetti politici come questo soprattutto dopo il Post pandemia che ha cambiato letteralmente la società. Dobbiamo affrontare 4 grandi emergenze, quella sanitaria che ancora non è finita, quella lavorativa che sarà la vera sfida futura per la ripartenza del nostro Paese, altra emergenza quella Culturale ma soprattutto quella della Giustizia e solo con serie riforme strutturali nate da un confronto diretto con gli addetti ai lavori possiamo realmente abbattere quel muro tra società ed istituzioni. Su queste basi – continua Brancaccio – stiamo lavorando alla creazioni di tanti nuovi Circoli in Provincia casertana e presentando nostri candidati alle future elezioni amministrative. A Caserta città appoggeremo in modo ufficiale la candidatura a sindaco di Carlo Marino“.

Il segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri ha sottolineato l’importanza di luoghi come l’Avanti ed i circoli dell’Avanti dove ritrovarsi a fare politica, a parlare di politica, di confrontarsi su problemi del lavoro, sociali, delle famiglie. Luoghi dove ci si potesse dunque confrontare su temi come riformismo, socialismo, cosa che negli ultimi tempi era diventata estremamente difficile se non impossibile. Il lavoro dunque che sta facendo l’Avanti è un lavoro importantissimo perché riapre appunto uno spazio di discussione che si era perso negli ultimi tempi su grandi temi e garantisce inoltre uno spazio di libertà che a questo paese serve sempre, riuscendo inoltre a rimettere insieme idee, affetti, principi che apparivano dispersi, ricollegandoli ad un sistema moderno come quello del collegamento sulla rete. Bombardieri ha poi annunciato, a proposito di nuove opportunità offerte dal web, la nascita di Terzo Millennio, una nuova piattaforma multimediale della UIL, un laboratorio di idee aperto ad iscritti e non. Ed è anche la prima piattaforma interattiva di cui si dota un sindacato, non solo in Italia, ma nel mondo. Si tratta di un percorso innovativo in cui viene convogliata la comunicazione in maniera più agile dell’organizzazione e dell’arcipelago delle sue strutture territoriali e di categoria, teso a raggiungere le platee di cittadini e lavoratori, che solitamente fatichiamo a rappresentare. Si tratta di un canale di aggregazione, di dibattito ed inclusione, che fa sentire meno soli coloro che nutrono paure, perplessità e vogliono socializzarle e hanno proposte da avanzare. Non sarà inoltre presente solo la community che strada facendo sarà il cuore della piattaforma ma si connoterà come un portale ricco di servizi e spunti, a partire dalla nostra campagna Zero morti sul lavoro e dallo apposito sportello che prenderà in carico quesiti e dubbi e che darà risposte esaustive entro 48 ore. Vi sarà inoltre uno spazio assegnato ad associazioni e cittadini che intenderanno segnalare una storia o un evento meritevole di attenzione e divulgazione. Quanto prima sarà inoltre disponibile anche un’apposita app. Il tutto per immaginare un sindacato più vicino alle persone e che traguarda il terzo millennio con piglio inclusivo e trazione innovativa. Sarà infine attiva anche una sezione blog, alla quale Bombardieri a invitato a partecipare lo stesso martelli su temi come lavoro, economia e società.

Il direttore dell’Avanti, Claudio Martelli, da parte sua ha fatto un plauso alla UIL per questa rinnovata attenzione a temi sociali, dal lavoro, alla tutela della salute e della sicurezza, ai giovani alle famiglie, coniugandoli con le nuove occasioni offerte dai nuovi media. Parlare infatti di famiglie, di madri che si sacrificano, che lavorano in casa e fuori, è importantissimo ed è stato un errore clamoroso quello di trascurare questi settori come se fossero vecchi e appartenessero a un mondo passato. Non è così ed “ è un errore che abbiamo compiuto in tanti – ha sottolineato Martelli -, perché in qualche misura anch’io sono rimasto abbagliato alla fine degli anni 90 dall’idea della terza via, dall’idea per cui le forze progressiste, democratiche, socialiste, in Europa come negli Stati uniti, avessero esaurito i compiti redistributivi e dovessero invece occuparsi, come elite dirigente dei compiti produttivi che le ha portate poi a identificare i propri programmi con quelle del capitalismo, che sia ben chiaro non abbiamo mai pensare di abbattere, ma proprio per questo siamo riusciti come socialisti a modificarlo, a differenza dei comunisti che volendolo abbattere sono falliti miseramente, salvo poi come in Cina, diventare i tutori di un capitalismo di stato, che più selvaggio non si può immaginare, dove vivono regole disumane per il mono del lavoro, non esistono sindacati a tutela dei lavoratori, dove Jinping ha festeggiato i 100 anni dello stato comunista dicendo di aver abbattuto la povertà, dove invece vi sono 300 milioni di cittadini che si dice vivano in condizioni disumane. Penso pertanto che noi dobbiamo insistere nelle battaglie politiche sindacali, credo che questo sia il nostro compito, Politique d’abord come ci ha insegnato Pietro Nenni, non dobbiamo cioè stare a ripensare come far rinascere un’organizzazione socialista doc, no noi dobbiamo preoccuparci di far rinascere il socialismo, nelle sue diverse possibili declinazioni contemporanee e dobbiamo preoccuparci di fare avanzare il paese, di contribuire a questo, il resto verrà. Questo è il nostro compito, non dunque quello di contendere ad esempio al PSI lo 0,8%, francamente non credo ne valga la pena e soprattutto non è utile a noi, al paese e al socialismo. Noi dobbiamo riuscire a produrre un risveglio socialista e, in questo mi trovo in perfetta sintonia e sinergia con Bombardieri e la UIL, con cui è iniziata questa collaborazione sule opere e non solo per valori condivisi, aprendoci ad innovazioni ad esempio sulle politiche ambientaliste, considerato che a rischio è la stessa vivibilità degli uomini sulla terra. Si fa fatica, va detto, aprire in Italia un varco di politica riformista in tema ambientale, vi sono alcuni esponenti più avanzati, come ad esempio la giovane deputata Rossella Muroni, ma vi sono ancora incrostature, piccoli interessi, che fanno da ostacolo al nuovo, ad una visione verde più evoluta. E questo non può che essere un compito anche nostro”. Riguardo poi al dibattito sul riunire i riformisti Martelli ha messo in guardia da chi vuol farlo, accantonando però il mondo del lavoro ed il sindacato, predicando libertà di licenziare, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze in termini sociali per hi resta senza lavoro, senza formazione e riqualificazione professionale, senza ammortizzatori sociali. Poi ci sono quelli che dicono bisogna assumere, ma non puoi pensare di risolvere il problema assumendo i giovani licenziando un capo famiglia di 50 anni. Questa non è una soluzione, questo significa produrre un ulteriore disastro umano e familiare. Le misure da adottare devo tenere conto invece dell’insieme e di ogni singolo effetto. Sappiamo che abbiamo bisogno di crescere di più, ma anche la crescita ha prodotto un aumento delle disuguaglianze nel mondo, quindi occorre puntare su una crescita equilibrata, cioè quella che tiene conto di un fattore in genere molto trascurato: l’equità, una maggiore giustizia sociale, mettere più giovani in condizione di formarsi, istruirsi e di trovare occupazione. Anche questo infatti genera sviluppo e crescita. L’equità è un elemento dinamico che aumenta lo sviluppo in maniera più equilibrato”.

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