www.gazzettadicaserta.it
Liberi da vincoli

Presunti pestaggi, tensione al carcere di Santa Maria CV. Polizia penitenziaria sui tetti dopo avvisi di garanzia

Momenti di tensione al carcere di Santa Maria Capua Vetere, tra Carabinieri e agenti penitenziari per un’operazione di Polizia Giudiziaria su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria CV. Torture e pestaggi questa la pesante accusa della Procura della Repubblica nei confronti di 44 agenti della polizia penitenziaria dopo la protesta dei detenuti del 5 aprile scorso, in piena pandemia da Coronavirus.

Al dare il via alle proteste sono state, secondo gli agenti della polizia penitenziaria presso il carcere, le modalità adottate dalla Procura e dalla Polizia Giudiziaria per notificare i 44 avvisi di garanzia.

Pubblicità

Sono arrivata alle 7 e c’erano molti Carabinieri che fermavano le auto in arrivo al carcere, io sono stata fermata e mi hanno fatto passare, mentre gli agenti li trattenevano per identificarli“. È il racconto della moglie di un detenuto. La donna con altre persone ha denunciato le presunte violenze in carcere.

Santa Maria CV; Poliziotti Penitenziari fermati dai Carabinieri, è caos.

❌ Le grida di un poliziotto: “Comandante ci abbandoni sempre”. ❌🆘 Nella mattinata di oggi i poliziotti penitenziari in divisa di Santa Maria Capua Vetere, all’ingresso del carcere e mentre si accingevano ad entrare in istituto per iniziare il servizio, sarebbero stati fermati dai #carabinieri per controlli e, addirittura, avrebbero sequestrato dei telefoni cellulari. Tutti i poliziotti sono usciti nel piazzale del carcere perché si sarebbero sentiti abbandonati dal comandante che sembra non esserci. “I poliziotti penitenziari si sentirebbero offesi per le modalità in cui sarebbero stati trattati, considerato che questa azione sarebbe avvenuta in presenza dei familiari dei detenuti”. A dichiararlo è Michele Vergale Dirigente Nazionale del SIPPE che aggiunge: “durante il blocco non erano presenti sul posto nessun funzionario della polizia penitenziaria e neanche il direttore, giunti solo dopo il controllo quando i carabinieri sarebbero andati via; questo avrebbe fatto scatenare la rabbia di tanti colleghi che si sarebbero trovati davanti a questa imbarazzante situazione e si sarebbero sentiti abbandonati”. Non è ancora chiaro – afferma Vergale – se trattasi di un’operazione di polizia oppure di un normale controllo del territorio. Si sarebbe registrata anche una fila chilometrica di auto e ritardi nell’iniziare un pubblico servizio della polizia penitenziaria. Il SIPPE – conclude Vergale – chiederà chiarimenti a chi di dovere per comprendere che cosa davvero sia successo e se potevano essere adottate altre modalità per svolgere l’eventuale operazione di polizia, anche a tutela della dignità non solo della polizia penitenziaria ma dei poliziotti stessi.Straziante le grida di un poliziotto: “Comandante ci abbandoni sempre”. “La polizia Penitenziaria è ormai abbandonata – afferma Carmine Olanda Segretario Generale del SIPPE – il ministro della giustizia Alfonso Bonafede non sembra adeguato al suo ruolo, funzionari della polizia penitenziaria senza poteri e, a quanto pare, assoggettati ai dirigenti penitenziari e magistrati fuori ruolo, poliziotti penitenziari indagati per le rivolte dei detenuti. Bisogna cambiare ministero oppure si rischia di cancellare per sempre l’immagine della polizia penitenziaria”.

Pubblicato da SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria su Mercoledì 10 giugno 2020

Potevano andare a casa” “Perché questa eccessiva spettacolarizzazione?“. A chiederselo è l’assistente capo della Penitenziaria, in servizio a Santa Maria Capua Vetere, Gaetano Napoleone. “Bastava andare a casa dei poliziotti, anche per una questione di rispetto tra Corpi dello Stato” prosegue Napoleone. “Quel maledetto sei aprile – aggiunge – noi cercammo solo si riportare la calma tra i detenuti. Ed ora ci ritroviamo indagati mentre nessun detenuto ha pagato nulla, neanche un danno; eppure abbiamo avuto danni per centinaia di migliaia di euro. Siamo arrabbiati, perché ci sentiamo trattati male“.

Secondo quanto si apprende sarebbero state eseguite dai Carabinieri anche alcune perquisizioni.

Il nuovo libro di Ferdinando Terlizzi

Il nuovo libro di Ferdinando Terlizzi

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy al link qui sotto. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. Accetto Cookie Policy

Cookie