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Liberi da vincoli

Prata Sannita e Pratella. Comuni pretendono pagamento bollette acqua prescritte. Esposto ad Antitrust e Arera

Centinaia di famiglie di alcuni comuni campani hanno ricevuto bollette “pazze” dell’acqua, ossia fatture ormai prescritte. Nonostante, supportate dai legali dell’Unione Nazionale Consumatori, abbiano regolarmente eccepito la prescrizione, i comuni continuano a pretendere il pagamento negando la scadenza e, in un caso, a Prata Sannita, in provincia di Caserta, incaricando addirittura dei legali esterni all’amministrazione perché si “diffidino” i consumatori “al pagamento delle somme” in realtà non dovute. Si tratta di fatture di conguaglio emesse nel dicembre 2020 nelle quali si chiede il pagamento degli anni 2015, 2016 e 2017.

“Peccato che la Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, all’art. 1 comma 4 stabilisca in modo chiaro e definitivo che per luce, gas e acqua, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni e, al comma 10, che per il servizio idrico questa disposizione si applica alle fatture la cui scadenza di successiva al 1° gennaio 2020, come in questo caso. Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto all’Antitrust e ad Arera, l’Authority di regolazione per energia reti e ambiente” afferma l’avv. Ivana Russo, dell’Unione Nazionale Consumatori che sta seguendo la vicenda.

Tutto questo accade in alcuni comuni della provincia di Caserta, Prata Sannita e Pratella, ma anche in altri comuni di altre province.

“È incredibile che ci siano comuni che ignorano le leggi dello stato italiano di cui fanno parte e che inviino diffide ai consumatori contando sul fatto che si spaventino, preferendo così rinunciare ai loro diritti, cedendo e pagando. E’ inaccettabile che siano stanziati soldi pubblici per dare l’incarico a un legale esterno al Comune per inviare lettere di messe in mora ai propri concittadini, come accade a Prata Sannita, dove è già stata emanata una delibera che riconosce ad un professionista un compenso di 15 euro per ogni lettera inviata” prosegue Russo.

“Per questo ci riserviamo di presentare anche un esposto alla Corte dei Conti, perché accerti se vi sia stato un danno erariale, sia per il mancato introito delle fatture inviate con anni di ritardo, sia rispetto a questa spesa a dir poco singolare. Allo studio anche altre azioni a tutela dei cittadini, come una class action contro il Comune. Insomma, non ci fermeremo fino a che non saranno riconosciuti i sacrosanti diritti di questi consumatori” conclude Russo.

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