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Liberi da vincoli

Parcheggio Pollio, SEA Service morosa. Naim, Apperti, Fabrocile: “Il Comune di Caserta rescinda subito il contratto”

"Non vorremmo assistere ad un altro caso Palavignola"

È inammissibile che un qualsiasi Ente Locale, a maggior ragione se in dissesto finanziario, si riveli sempre e costantemente inerte nell’esigere il rispetto delle condizioni contrattuali da parte di soggetti che gestiscono proprietà comunali”. È con queste parole che la consigliera Norma Naim, capogruppo di Speranza per Caserta, spiega i motivi per i quali è stata depositata, nelle scorse ore, una interrogazione consiliare riguardante il contratto di gestione del parcheggio ex Caserma Pollio, sottoscritta anche dal collega di gruppo Francesco Apperti e dal consigliere indipendente Antonello Fabrocile. Un’area di interesse storico e di pregio architettonico, nonché in posizione strategica in quanto cerniera tra la Reggia e la città, e che da tempo molti vorrebbero sottrarre alle automobili (vista anche la presenza a pochi metri del gigantesco parking sotterraneo di piazza Carlo III), e restituirlo a funzioni più consone di accoglienza turistica e promozione culturale.

È stato un verbale del Collegio dei Revisori dei Conti ad innescare la miccia: “Grazie al documento dei revisori – precisa Apperti – abbiamo appreso che, addirittura dallo scorso mese di giugno, la SEA Service, società che gestisce il parcheggio, non riversa al Comune il dovuto aggio percentuale, peraltro già oggetto di una dilazione di pagamento dopo che, nel 2019, era stato riscontrato un ammanco di oltre 280 mila euro nei versamenti. Le condizioni contrattuali sono chiarissime, come rileva lo stesso Collegio: bisogna rescindere con la massima urgenza il contratto”.

Sembra proprio – aggiunge il consigliere Fabrocile – che in alcuni casi ci vogliano tempi biblici per fare la cosa più semplice e banale in queste situazioni, ossia risolvere il contratto e rientrare in possesso del bene. Poi, subito dopo, si può procedere al recupero di quanto dovuto. Non vorremmo assistere ad un altro “caso Palavignola”, e per questo abbiamo prodotto questa interrogazione che suona, chiaramente, anche come diffida e sollecitazione”.

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