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Ospedale Sessa Aurunca, furbetti del cartellino. Licenziamento illegittimo per un altro medico. ASL non completò procedura

L’ASL non completò la procedura entro i 120 giorni della riforma Brunetta. Decisione del Tribunale del Lavoro.

Si allunga la lista dei medici reintegrati in servizio per alcuni licenziamenti illegittimi decisi dalla Commissione disciplinare dell’ASL. La procedura, non portata avanti nei 120 giorni della cosiddetta riforma Brunetta, ha consentito di reintegrare anche un altro medico finito in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sui cosiddetti «furbetti del cartellino» all’Ospedale di Sessa Aurunca.

Il giudice del Lavoro del tribunale civile, Valentina Paglionico infatti, ha annullato il licenziamento intimato dall’ASL di Caserta al medico Ferdinando Pasquariello condannando l’Ente alla reintegra del medico ed al pagamento di tutte le retribuzioni a partire dalla data del licenziamento. Questo errore della procedura, si apprende da fonti sanitarie, sarebbe stata anche il motivo della revoca, avvenuta la scorsa primavera, del collegio presieduto da Laura Leoncini. Il manager Ferdinando Russo, infatti, ha firmato la nomina della nuova commissione disciplinare presieduta dall’avvocato Guido Verderosa (ma tra i componenti c’è ancora l’ex presidente). Ma torniamo alla reintegra del medico. Pasquariello è dirigente medico alle dipendenze dell’ASL di Caserta dal 1993 con mansioni di anestesista l’Ospedale «San Rocco».

Nell’inchiesta penale, il medico fu oggetto – insieme a diversi colleghi alcuni dei quali ugualmente reintegrati in servizio – di una misura cautelare e di un sequestro preventivo firmato dal GIP del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in ordine alla contestazione di alcune assenze ed allontanamenti arbitrari durante l’orario di lavoro. Sulla scorta dei provvedimenti adottati dal giudice per le indagini preliminari, la commissione disciplinare dell’epoca dell’ASL, avviò la procedura per una serie di licenziamenti, tra cui quello di Pasquariello, per «falsa attestazione della presenza in servizio, mediante alterazione dei sistemi di rilevamento o con altre modalità  fraudolente».

Assistito dagli avvocati Domenico e Sergio Carozza, il medico si è però rivolto al Giudice del Lavoro presentando un ricorso atto a contestare sia la fondatezza dei fatti contestati che la regolarità del procedimento disciplinare adottato dall’ASL. Questioni legali accolte dal tribunale sammaritano: nell’ordinanza, infatti, il giudice ha rilevato che l’ASL non ha portato a compimento il procedimento sanzionatorio entro il termine di 120 giorni come disciplinato dalla legge all’epoca dei fatti. Ovvero non ha applicato i termini della cosiddetta «riforma Brunetta».

Il termine dei 120 giorni trova peraltro applicazione anche in caso di adozione della sanzione espulsiva: si tratta, in particolare, di un limite temporale invalicabile del procedimento e, dunque, perentorio. L’osservanza del termine conclusivo è condizione necessaria, in termini di validità della sanzione. La trasgressione del termine conclusivo comporta la decadenza dal potere sanzionatorio.

Il giudice del Lavoro, dunque, ha accertato che l’ASL licenziò il medico senza osservare il confine temporale imposto dall’ordinamento ed ha dichiarato la nullità del licenziamento per Pasquariello.

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