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Operazione Reste: la parola passa a Gip e Riesame. La maxi truffa sulle polizze assicurative vede indagate circa 40 persone

Una vera e propria associazione criminale con a capo due fratelli di Villa Literno, Federico e Dionigi Catena.

Il GIP del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato una parte delle richieste di sequestri di beni e società avanzate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito di una inchiesta sulla truffa delle polizze auto. Lo scorso luglio furono raggiunte da alcuni misure cautelari in carcere, domiciliari e personali 16 persone su un totale di 36 indagati. Il Tribunale del Riesame ha confermato una parte delle misure riferibili ai promotori dell’associazione criminale.

Truffavano ignari clienti via internet vendendo polizze assicurative false. Una vera e propria associazione criminale con a capo due fratelli di Villa Literno, Federico e Dionigi Catena.

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L’operazione «Reste», questo il nome in codice, era scattata a metà luglio nei confronti di 16 persone, ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffa aggravata, riciclaggio e auto-riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività assicurativa e di intermediazione assicurativa e uso di marchi e segni contraffatti.

L’operazione fu eseguita nelle province di Caserta, Torino e Isernia, e fu portata a termine con la collaborazione dei comandi provinciali dei carabinieri. L’indagine ha consentito di individuare l’attività di un’associazione che stipulava polizze assicurative attraverso un sistema telematico. L’organizzazione si avvaleva di numerosi siti web che erano capaci di ottenere una indicizzazione di privilegio nella ricerca su Google. I siti individuati nel corso dell’operazione sono  stati 62. Il resto lo facevo addetti al call center dell’organizzazione.

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