www.gazzettadicaserta.it
Liberi da vincoli

Operazione Doppio Gioco, Pasquale Aveta collaboratore di giustizia casertano mette su un fiorente spaccio di cocaina a Lanciano. Arrestato

Era stato allontanato dal luogo di residenza e portato in un luogo sicuro, Aveta Pasquale di anni 43, collaboratore di giustizia, ex appartenente al noto clan di camorra di Marcianise il clan Belforte, conosciuti anche come Mazzacane, sottoposto a tutela e incolumità fisica da parte del Servizio centrale di protezione, che nel mentre collaborava con la giustizia aveva messo su un grosso e fiorente giro di affari – circa 15.000 euro al mese – nello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina. Pasquale Aveta stesso coadiuvava la banda in quanto cercava di esporsi il meno possibile. Vasto il portafoglio clienti – a quanto si legge su Abbruzzolive.tv – principalmente di Lanciano. In soli quattro mesi, e nonostante il periodo di lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19, sono stati individuati dagli investigatori circa 50 acquirenti e recuperato più di mezzo chilo di cocaina, pari a circa mille dosi.

A portare a conclusione l’operazione denominata Doppio Gioco – proprio per le doppie vesti ricoperte dall’ex Mazzacane – che il 16 giugno 2020 ha portato all’arresto di Pasquale Aveta, ora ospite presso il carcere di Sulmona, sono stati i Carabinieri della Compagnia di Lanciano guidata dal capitano Vincenzo Orlando. Le indagini hanno consentito di individuare un’attività criminosa dedita alla detenzione ed allo smercio di cocaina, posta in essere principalmente dall’Aveta e da altri quattro indagati.

Un’articolata attività info-investigativa condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile, agli ordini del sottotenente Giuseppe Nestola, ha permesso di accertare, inconfutabilmente, la cessione quotidiana, di piccole dosi, ad opera di Aveta Pasquale, il quale si avvaleva dell’appoggio di altri, anch’essi ora attenzionati dalla Giustizia, per farsi custodire la droga, evitando di tenerla nella propria abitazione.

Nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al GIP Massimo Canosa avvenuto il 18 giugno 2020, Pasquale Aveta, ex esponente del clan Belforte di Marcianise, ha risposto alle domande del GIP in videoconferenza, presente il PM dr. Francesco Carusi. Il pentito di camorra ha solo ammesso lo spaccio di cocaina che avveniva in casa sua, dove gli amici lo andavano a trovare, e che lui acquistava da stranieri locali, non meglio specificati.

Nell’abitazione di Pasquale Aveta i carabinieri hanno rinvenuto due bilancini di precisione, una katana giapponese affilatissima con lama di 27 centimetri ed uno scanner per il rilevamento delle microspie.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy al link qui sotto. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. Accetto Cookie Policy

Cookie