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Liberi da vincoli

Nuova sospensione dell’ospedale di San Felice a Cancello, il sindaco di Arienzo si appella alle Istituzioni

Nuova sospensione nei reparti di cardiologia e lungodegenza.

All’ospedale di San Felice a Cancello “Ave Gratia Plena”, sospesi due reparti con decorrenza immediata: sul piede di guerra il sindaco Giuseppe Guida, che promette azioni pubbliche nei prossimi giorni. È pervenuta nella mattinata odierna la comunicazione dell’ASL Caserta, sottoscritta dal Direttore Sanitario Marco De Fazio e dal Direttore Generale Ferdinando Russo, che dispone la sospensione dei ricoveri nei reparti di Cardiologia e Lungodegenza dell’Ospedale di San Felice a Cancello, con trasferimento dei pazienti degenti presso il proprio domicilio o presso strutture sanitarie idonee, che avrebbero già dato la disponibilità di accoglienza. Inoltre, è stata disposta la temporanea mobilità interna del personale dirigenziale e del comparto presso il P.O. Covid di Maddaloni, dove, in relazione all’incremento dei contagi, sarebbe aumentata la richiesta di ricoveri nei reparti di degenza ordinaria e sub intensiva.

Da qui, la scelta di procedere con l’integrazione dei posti letto e del personale nell’assistenza ai pazienti Covid, considerando, al contempo, le attività sanitarie nei due reparti “sospesi” non urgenti e non indifferibili. La sospensione, che dovrebbe avere un carattere temporaneo, traducendosi in trenta giorni di fermo, con una prevedibile e preannunciata proroga, non rappresenta una novità nello scenario sanitario locale, che tocca, ancora una volta, il Nosocomio sanfeliciano: già nell’ottobre 2020 era scattata la mobilitazione di medici ed Istituzioni locali, che aveva condotto alla promessa di un rafforzamento della struttura.

Oggi, il secco intervento del Sindaco di Arienzo, che ha scelto di mettersi in prima linea per contrastare la decisione: “La chiusura è un errore ed è l’anticamera del declino di quei reparti e di un nuovo ridimensionamento del Plesso Ospedaliero. Di fronte a queste scelte, che continuano a penalizzare i nostri concittadini e un vastissimo bacino di utenza, che fa affidamento sul pieno funzionamento della struttura più vicina, occorrono una presa di posizione netta ed azioni condivise”.

Pronto a scendere in campo, il Primo Cittadino ha, inoltre, rivolto un appello alle Istituzioni: ”Se non ci sarà un cambio di rotta, mi farò promotore di un’azione pubblica davanti al Nosocomio, con tutta l’Amministrazione e con i colleghi Sindaci dei Comuni limitrofi che vorranno aderire, a cui chiedo la massima solidarietà in questa nuova ed importante battaglia. Non accetteremo di essere ulteriormente depauperati di tali servizi e dell’assistenza sanitaria, essenziale per qualunque società che si rispetti”.