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Liberi da vincoli

Muore dopo infortunio sul lavoro all’interno del Multicedi, concluse le indagini. Per la Pubblica Accusa è omicidio colposo

La Procura chiede il rinvio a giudizio per 3 persone, per la morte del 39enne di Mugnano

Morì a seguito di un gravissimo infortunio sul lavoro dopo due giorni di agonia all’ospedale di Caserta, Antonello Migliaccio, l’operaio 39enne di Mugnano. Al momento dell’incidente, mentre era alla guida di un sollevatore elettrico, per conto della ditta Due Elle Multiservizi, al fine di effettuare, all’interno della Multicedi di Pastorano lavori “in quota”, consistenti nella messa in opera di montanti in ferro e pannelli di cartongesso, al di sopra di un soppalco altro circa 6 metri, a seguito di manovra di retromarcia e della fuoriuscita delle ruote posteriori del mezzo dalla rampa di carico e scarico precipitava nel vuoto terminando la caduta, per terra, nel piazzale antistante il varco del capannone.

Per questo motivo i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Capua, a seguito di attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica sammaritana, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a Ragozzino Pietro, (classe 1959) – legale rappresentante della società Multicedi Srl di Pastorano, in qualità di committente dei lavori e di proprietario dell’area di logistica della predetta società; Luiso Salvatore, (classe 1963), – legale rappresentante della ditta Due Elle Multiservizi e Rossi Gennaro, (classe 1979), – coordinatore per la sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione – in quanto ritenuti responsabili, con condotte a vario titolo tra di loro indipendenti, di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. La Procura della Repubblica ha provveduto ad emettere richiesta di rinvio a giudizio.

Le indagini preliminari, caratterizzate da vari sopralluoghi effettuati dai consulenti tecnici della Procura, dall’escussione di persone informate sui fatti presenti sul luogo dell’accaduto, nonché da relazioni tecniche redatte dallo SPSAL dell’Asl di Caserta, hanno condotto a ritenere responsabili i sopra citati soggetti perché con la propria condotta autonoma, caratterizzata da colpa generica e colpa specifica di cui si dirà in seguito, hanno posto le condizioni per il verificarsi dell’infortunio mortale del lavoratore.

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