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Liberi da vincoli

Minaccia e molesta il datore di lavoro, domiciliari per un 40enne di Santa Maria CV

Nella giornata di ieri, i Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di un cittadino italiano 40enne residente nella cittadina samaritana, indagato per atti persecutori nei confronti del di lui ex datore di lavoro.

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sono originate dalla querela della vittima, ex datore di lavoro dell’indagato, presentata il 14 dicembre 2020.

Nell’occasione l’uomo narrava della persecuzione di cui era stato vittima, da diversi mesi, avendo subito le continue azioni di disturbo, molestia ed intimidazione consumate ai suoi danni dall’indagato: appostamenti anche notturni, gravi minacce di morte, inseguimenti, danneggiamenti, tutte condotte divenuti progressivamente sempre più intense e tali da generare alla persona offesa una persistente preoccupazione, ansia e paura, nel timore per l’incolumità propria e per quella dei propri congiunti.

Nel corso delle indagini, come consueto estremamente rapide, venivano assunte informazioni da diverse persone che confermavano il racconto della persona offesa, giungendosi in temi brevissimi alla richiesta di misura cautelare, alla successiva ordinanza applicativa del Giudice delle indagini preliminari ed alla esecuzione del provvedimento cautelare, il tutto in soli 9 giorni dal momento della denuncia.

Nella fase esecutiva del provvedimento veniva operata una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’indagato e, al suo esito, sono stati rinvenuti una sciabola ed un coltello a serramanico, illegalmente detenuti.

La tempestività e precisione delle indagini ha consentito a questo Ufficio di assicurare l’immediata interruzione delle condotte persecutorie e la pronta tutela della vittima, coerentemente alle priorità attribuite da questa Procura per le indagini di cui alla Legge n. 69/2019 (c.d. “Codice Rosso”).

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