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Marcianise, morte di Maria Ammirati. Luigi Vitale e Maria Golino assolti per non aver commesso il fatto

Entrambi erano stati condannati in Primo Grado a 4 anni. Confermata la sentenza emessa in Primo Grado per il ginecologo Nicola Pagano.

Nel processo per la morte dopo l’aborto della giovane Maria Ammirati, la donna di Marcianise di 35 anni che portava in grembo il suo bambino di 14 settimane, morto il 28 giugno del 2012, poche ore prima del decesso della stessa madre, la seconda sezione della Corte d’Appello di Napoli presieduta dal Giudice Di Stefano ha assolto per non aver commesso il fatto Maria Golino e Luigi Vitale, quest’ultimo difeso dall’avvocato Giuseppe Foglia di Marcianise. In un primo luogo, Vitale e Golino erano stati condannati a 4 anni di reclusione. Il Pubblico Ministero, Francesco Regine, aveva chiesto quattro anni di reclusione oltre che per Vitale e Golino, anche per gli altri indagati, oltre che 3 anni per il ginecologo personale, dr. Nicola Pagano.

Maria Ammirati, designer di moda e un’esperienza di lavoro a Londra, subì un aborto a 35 anni. Un calvario di troppi step: dall’ospedale di Caserta a quello di Marcianise, una visita del suo ginecologo di fiducia, poi ancora all’ospedale di Caserta; una diagnosi errata; la pratica dell’aborto; la terapia intensiva; un secondo intervento chirurgico; il decesso. Senza che nessuno si accorgesse di nulla. Troppo tardi, probabilmente, quando fu capito cosa fosse successo.

Nel collegio difensivo erano presenti gli avvocati Bernardino Lombardi, Vittorio Giaquinto, Andrea Piccolo e Giuseppe Foglia.

Furono assolti con formula piena i medici Andrea Fusco, Luigi Carmen De Falco e Pasquale Parisi, questi ultimi tre difesi dagli avvocati Paolo Sperlongano, Filippo Trofino e Vittorio Giaquinto.

Oggi, la Corte d’Appello di Napoli ha confermato la sentenza pronunciata in primo grado per Nicola Pagano, il ginecologo personale della ragazza, condannandolo a 3 anni. 1 anno e 8 mesi invece per Maria Tamburro con il beneficio della sospensione della pena.

I familiari della vittima, tra questi la mamma di Maria che si è battuta con tutte le sue forze, si erano costituiti parte civile con gli avvocati Gabriele Amodio Giuseppe Stellato. In primo grado, ci fu anche una condanna dei camici bianchi in solido con l’Azienda ospedaliera di Caserta Sant’Anna e San Sebastiano al risarcimento dei danni in favore delle parti civili da liquidarsi in separata sede, oltre che una provvisionale immediatamente esecutiva di 300 mila euro a favore dei familiari e del compagno di Maria.

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