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Liberi da vincoli

Luca Di Majo: “Ordinanza De Luca illegittima” “Carlo Marino si è dimenticato della città, De Magistris no”

“L’ordinanza n. 98/2020 della Regione Campania è illegittima e non può avere alcuna efficacia prescrittiva.” – così in una nota inviataci dall’avvocato casertano Luca Di Majo, professore di Diritto Regionale presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli – “All’art 1, comma 1, sono richiamate integralmente tutte le disposizioni del DPCM 3 dicembre 2020, il quale ai sensi dell’art. 2, commi 1,2,3 autorizza il solo Ministro della Salute e con un procedimento ivi individuato alla classificazione delle Regioni secondo i colori che siamo abituati a conoscere.” – continua Luca Di Majo, che di seguito ci spiega quali sono i motivi dell’illegittimità dell’Ordinanza regionale 98/2020 firmata ieri dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Avendo Vincenzo De Luca richiamato tutto il DPCM e non soltanto l’art. 2, ne consegue che l’ordinanza non ha alcun fondamento legittimo e non può nemmeno avere efficacia.

L’art. 1, comma 1, dell’Ordinanza Regione Campania n. 98/2020 è uno dei pochissimi esempi di un’antinomia normativa e rinvio sbagliato in una sola riga.

Tecnicamente l’ordinanza è in vigore e produce efficacia fino a quando non sarà annullata dal TAR. Ma non c’è tempo perché vale fino al 23 dicembre e dal 24 iniziano i divieti previsti dal Decreto Legge. Il punto è che quei divieti non prevedono sanzioni. Per cui se da Telese vado in Abruzzo e mi fermano possono intimarmi di tornare a casa ma senza applicarmi alcuna sanzione. E in realtà non possono nemmeno farlo perché contro l’articolo 14 della Costituzione.

Perché l’Ordinanza n. 96/2020 della Regione Campania è tecnicamente sbagliata e noi oggi siamo in zona gialla?

  1. all’art. 1, comma 1, è richiamato tutto il DPCM 3 dicembre 2020 e non esclusivamente l’art. 2 (zona arancione). Infatti leggiamo nell’ordinanza che il rinvio riguarda tutte le disposizioni “ivi comprese” quelle che riguardano la zona arancione. E questo è già un errore che incide sulla efficacia dell’intera ordinanza perché posta in essere in violazione di un procedimento di catalogazione del rischio delle singole Regioni.
  2. lo stesso articolo 1, comma 1, dell’Ordinanza 98/2020, richiamando integralmente il DPCM 3 dicembre autolimita sé stesso perché richiama – magari involontariamente ma lo fa – anche il procedimento previsto per l’individuazione del rischio di contagio per le singole regioni previsto dagli artt. 2, comma 1 e 3, commi 1, 2, 3 del DPCM 3 dicembre 2020. Tali disposizioni non permettono ai Presidenti delle Regioni di disporre diversamente dalle Ordinanze del Ministro della Salute, il solo legittimato a tanto. In sostanza, De Luca si è comportato come il presidente della Regione Abruzzo.
  3. nel preambolo dell’Ordinanza, si rinvia al decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, art. 3 che ammette ordinanze regionali, ma “nelle more di adozione dei DPCM”. In questo caso, il DPCM è già in vigore ed è sempre quello del 3 dicembre 2020. L’ordinanza, quindi, già solo per questo motivo, non ha efficacia.
  4. infine, pur volendola considerare (ma non lo è) efficace, l’ordinanza 98/2020 scadeva ieri perché richiama ordinanza del Ministero della Salute che scadeva ieri.
  5. Vincenzo De Luca avrebbe dovuto, al massimo, semplicemente richiamare “esclusivamente” le disposizioni dell’art. 2, commi 1, 2, e 3, DPCM 3 dicembre 2020. Non lo ha fatto e non avrebbe comunque avuto nessuno effetto perché lo stesso articolo 2, commi 1, 2, 3, prevede il meccanismo che ho già descritto al punto 2.

Infine non capisco perchè – conclude l’avvocato casertano Luca Di Majo – diversamente da quanto fatto da De Magistris, il sindaco di Caserta, Carlo Marino, rimane succube di un presidente della Regione Campania, totalmente inefficiente e sbilanciato verso la repressione verso tutti i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini. Il sindaco Carlo Marino si è dimenticato della città, De Magistris no.”

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