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Liberi da vincoli
A che punto è Caserta?

Le famiglie, storie di vita quotidiana che non fanno rumore

Le scuole in Campania chiudono con lo 0,075% di studenti positivo al Covid contro lo 0.08% di media nazionale.

In Campania solo lo 0,075% degli studenti è risultato positivo al Covid e di sicuro il virus non è stato contratto in classe. La media nazionale degli alunni che hanno contratto il coronavirus è dello 0,080%, la Campania è al di sotto anche della media nazionale. Capisco la preoccupazione di De Luca per la crescita dei contagi ma sicuramente non è colpa della scuola. Lo dicono i dati. La scuola è il luogo più sicuro per nostri ragazzi non solo dal punto di vista sanitario”.

(fonte ministro Azzolina).

0.075% significa 75 positivi su 100.000 studenti tamponati su 80 su 100.000 la media nazionale.

Simona insegna, il figlio Paolo frequenta il liceo, servono contemporaneamente due computer per la DAD, ne hanno solo uno fra l’altro appena comprato.

Manuela e Carlo lavorano entrambi, hanno una figlia piccola, 4 anni, va all’ asilo, non hanno a chi lasciarla.

Laura lavora a Capua, è un dirigente, il marito un funzionario del comune di Napoli. Lavorano entrambi in presenza. Hanno una figlia in quinta elementare. A chi lasceranno la bambina la mattina?

La nonna, l’unica rimasta in vita, “mantiene” un nipotino più piccolo.

Luana abita a Limatola, non c’è internet, non riesce a collegarsi per la didattica a distanza. Spesso lo scorso anno è rimasta indietro con le lezioni.

Margherita ha 3 figli, tutti in età scolare, come dividersi fra PC e poterli seguire di persona?

La maestra assegna le schede da completare, Giorgia non ha la stampante, piange disperata.

Antonio non vuole fare i compiti senza la sua maestra del cuore.

Raffaele deve fare il penultimo esame. Non c’è connessione. Fa un hot spot. La connessione non è stabile. L’esame si sente a tratti. Il prof gli rimanda l’esame. Raffaele impreca, doveva preparare l’ultimo esame prima della tesi.

Sono queste solo alcune delle tante storie di ordinaria quotidianità, di ordinarie famiglie, di ordinari genitori che si dividono fra casa, lavoro e l’istruzione dei figli.

Sono quelle famiglie che dal 15 ottobre devono affrontare fino al 30 la chiusura delle scuole, da sempre sostegno delle famiglie, senza volerne svilire le finalità culturali. Sono storie che non fanno rumore.

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