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Liberi da vincoli

La tesoriera Sadutto invita il presidente Russo a rimettere la sua carica affinché i consiglieri tutti lavorino insieme per l’avvocatura

Incontriamo la Tesoriera dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere, avv. Annamaria Sadutto, a cui rivolgiamo alcune domande.

Avvocato Sadutto, sembra che attualmente il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati attraversi un momento di crisi, mi può spiegare meglio?

“Come previsto e da me annunciato in precedenti comunicati a causa dei tre Consiglieri dimissionari Vicepresidente Renato Iaselli, Segretario Mario Palmirani e Consigliera delegata alla formazione Renata Puoti, i quali hanno lasciato deliberatamente la carica consiliare alla scadenza del biennio per avere la possibilità di ricandidarsi, i Consiglieri del gruppo “ Dignità Forense” avv. Gianmarco Carozza, avv. Ottavio Pannone, avv. Ugo Verrillo, avv. Tiziana Ferrara, avv. Marisa De Quattro, avv. Emilia Borgia, avv. Giuseppe Merola, e il Consigliere avv. Giuseppe Gallo della lista “Impegno e Passione” stanno rendendo impossibile il regolare funzionamento dell’ente non partecipando alle sedute consiliari.”

I Consiglieri del Gruppo Dignità Forense accusano il Consiglio di Immobilismo, è vero?

“I predetti Consiglieri tentano di ribaltare la realtà. La verità è che Noi Consiglieri di maggioranza stiamo evadendo tutte le istanze degli iscritti. Abbiamo predisposto tutte le delibere che sono necessarie affinché i giovani praticanti siano iscritti all’Ordine, quelle aventi ad oggetto le iscrizioni dei giovani colleghi che hanno superato l’esame di Avvocato e devono essere iscritti all’Albo degli Avvocati per svolgere regolarmente la professione, le delibere aventi ad oggetto le ammissioni al gratuito patrocinio, le delibere aventi ad oggetto il rilascio dei pareri di congruità, le delibere aventi ad oggetto il riconoscimento dei crediti formativi ai colleghi i quali devono regolarizzare la loro posizione amministrativa per iscriversi in vari elenchi onde ottenere incarichi, delibere aventi ad oggetto pagamenti e così via.

Ciò nonostante, tutte queste delibere non possono essere approvate in quanto a seguito delle dimissioni dei tre Consiglieri Iaselli, Palmirani e Puoti, i predetti Consiglieri del Gruppo Dignità Forense e il Consigliere della lista Impegno e Passione dalla data dell’ultimo Consiglio del 14.1.2021, strumentalizzando le dimissioni dei primi, sono assenti alle sedute consiliari paralizzando la deliberazione delle attività svolte nell’interesse della classe.”

Non ritiene dunque che sia comportamento responsabile del Presidente la applicazione dell’art. 33 della Legge Professionale richiesta dal Gruppo Dignità Forense?

“L’articolo 33 Legge Professionale prevede che “Il consiglio è sciolto se non è in grado di funzionare regolarmente”.

Nella situazione che riguarda il nostro Consiglio, la impossibilità attuale di funzionamento è determinata da chi si assenta.

Assolutamente non ritengo che sia comportamento responsabile da parte di alcun Consigliere inviare gli atti al Consiglio Nazionale Forense per far sciogliere e commissariare il COA e tanto meno è comportamento responsabile da parte del Presidente.”

Cosa comporterebbe lo scioglimento e il Commissariamento?

“Il Commissariamento si perfezionerebbe nell’arco di almeno due mesi bloccando dunque per tale ulteriore periodo qualsiasi attività che viene svolta dall’Ente (iscrizioni, trasferimenti, cancellazioni, rilascio certificati di compiuta pratica, ammissione al gratuito patrocinio, riconoscimento crediti, riconoscimento patrocinio ai giovani avvocati, impossibilità di svolgere la cerimonia dei giuramenti, pagamenti, rinnovo contratti, approvazione bilanci, ecc. ecc.).

Il Commissariamento determinerebbe un aggravio di spese per l’ente. Il Commissariamento renderebbe possibile solo atti esclusivamente ordinari. Il Commissariamento porterebbe solo alla indizione di nuove elezioni (nell’arco di 240 giorni) con aggravio di spese per l’ente, probabilmente nell’autunno di quest’anno per la nomina di un Consiglio che resterebbe in carica solamente un anno e qualche mese (fino a gennaio 2023). E soprattutto il commissariamento macchierebbe l’onore ed il prestigio di tutta l’avvocatura sammaritana.

Se effettivamente i Consiglieri di Dignità Forense ritengono responsabile il Commissariamento dell’Ente, li invito e diffido tutti a dimettersi in blocco in modo da determinare lo scioglimento immediato e il Commissariamento dell’Ente del quale sono rappresentanti istituzionali.”

Quale è, secondo Lei, il comportamento responsabile da tenere?

“Il comportamento responsabile è quello di rendere possibile il regolare funzionamento dell’Ente partecipando alle sedute consiliari e discutendo sui metodi da adottare per la risoluzione delle problematiche che riguardano la Avvocatura e sui contenuti delle delibere.

A tal proposito, considerato che la doglianza del gruppo Dignità Forense e del Consigliere della lista “Impegno e Passione” è rivolta alla non condivisione del progetto politico del Presidente Russo, Invito il Presidente Russo a rimettere immediatamente la Sua Carica onde ottenere un concreto dialogo con la minoranza, mantenendo però il ruolo di Consigliere dell’Ordine.

Al fine di responsabilizzare e far comprendere ai Consiglieri di minoranza la importanza e la necessità di rendere possibile l’immediato funzionamento dell’ente nell’interesse della Avvocatura Tutta con la loro partecipazione alle sedute consiliari e alla gestione del Consiglio, unitamente alla rimessione da parte del Presidente rimetterò anche la mia carica di Tesoriere. Eletta da innumerevoli colleghi Avvocati sono disponibile a continuare la mia opera di servizio alla Avvocatura e ritengo che tale attività nell’interesse della classe possa essere svolta a prescindere da qualsiasi carica.”

Ritiene sia importante la rimessione della carica del Presidente?

“Tale rimessione dalla carica di Presidente da parte di Russo deve essere il segnale forte della volontà di una rifondazione del Consiglio. Nel momento in cui il Presidente Russo avrà rimesso la Sua carica, i consiglieri di Dignità Forense e il Consigliere della Lista Impegno e Passione, rappresentanti istituzionali della Avvocatura non potranno ancora venir meno al loro dovere istituzionale di partecipare alle sedute consiliari nell’interesse della classe.

Tutti i Consiglieri nessuno escluso sono così tenuti – prima ancora delle cariche – a discutere della tempestività con cui vanno presi i provvedimenti, della etica e della trasparenza dei criteri per selezionare coloro cui vengono assegnate nomine e incarichi, della chiarezza delle proposte formulate, dei metodi da adottare per la risoluzione delle problematiche che attanagliano in questo momento la Avvocatura.

Se effettivamente i predetti Consiglieri vogliono adempiere al loro compito istituzionale, se effettivamente hanno compreso quale è il ruolo del Consigliere e quanto è importante per tutti gli iscritti il regolare funzionamento dell’ente non possono continuare a disertare le sedute consiliari e determinare il Commissariamento dell’ente da loro stessi rappresentato”.

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