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Liberi da vincoli

Jabil Marcianise. I lavoratori, noi traditi e presi in giro da Istituzioni, sindacato e azienda

Ancora una volta i Lavoratori della Jabil si sentono traditi e presi in giro da Istituzioni, Sindacato e azienda. Ancora una volta questa vicenda è stata scandita da promesse non mantenute, da politici e sindacalisti pronti a cavalcare l’onda per rilasciare dichiarazioni tramite mass media o social, di risoluzione del problema, di ottimi risultati raggiunti a soli fini propagandistici.

La verità è che al tavolo ministeriale tenutosi ieri 09/06 al MISE, per il progetto di ricollocazione, sono state presentate sempre le stesse aziende, nella maggior parte start-up o progetti che non danno alcuna garanzia ai lavoratori neanche per un futuro lavorativo a breve termine. Tutto ciò nonostante ci sia stato l’impegno da parte del Ministro Catalfo e di tutte le parti di provvedere a presentare nuove realtà con progetti industriali solidi e che dessero maggiori certezze.

Questa volta noi lavoratori ci avevamo creduto in una svolta, avevamo creduto alla parola data da un Istituzione di questo Paese, alla concreta possibilità di metterci in condizione di lasciare un’azienda, la Jabil, a cui sentiamo di non appartenere più, che usato qualsiasi mezzo , anche molto discutibile, per allontanarci e farci sentire rifiuto umano.

Un discorso a parte si potrebbe fare sul silenzio del sindacato, che fa finta di non accorgersi di alcune cose evidenti e che sembra impegnato solo a tutelate i propri interessi e i propri delegati. I lavoratori non ci stanno a questa manipolazione dei fatti, a consentire di giocare ancora sulla loro pelle e sul futuro delle loro famiglie!

Attualmente quelle presentate al tavolo, nella costernazione e delusione dell’intera platea lavorativa sono le seguenti:

  • Softlab: 100 lavoratori anche subito;
  • Orefice: 15 persone nell’immediato e comunque 37 complessive;
  • Need Solution: 80 persone tra i 12/16 mesi;
  • Wattsud: 20 lavoratori;
  • ESS: 25 unità;
  • F.P.M: 28 persone fino al 2021, di cui 6 entro fine anno 2020;
  • TME: 10 lavoratori nell’ambito ingegneria entro fine anno 2020.

Alcune di queste, non molto tempo fa, erano presenti sui giornali (facilmente reperibili ancora in rete), per il mancato pagamento degli stipendi da mesi, per crisi e licenziamenti. Altre hanno progetti che partiranno tra 12-18 mesi, davvero assurdo!

Chiediamo a gran voce che vengano effettivamente presentate nuove aziende solide e con piani industriali concreti, che diano effettive possibilità di ricollocazione!
Ora basta giocare! I lavoratori Jabil

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