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Liberi da vincoli

Inchiesta Pineta Grande: completamente libero il patron Schiavone. Il GIP di Santa Maria CV dissequestra cantiere

Cade anche il divieto di dimora a Caserta e a Napoli per il patron della clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Per il dottor Vincenzo Schiavone, il GIP del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha annullato anche l’ultima misura cautelare a carico del professionista. La decisione segue il dissequestro dei cantieri risalente ai primi di luglio.

L’inchiesta è quella che riguarda 48 persone tra cui imprenditori privati della sanità, funzionari della Regione Campania, dell’Asl di Caserta e della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento, dipendenti ed ex amministratori del Comune di Castel Volturno. Tutti rischiano un processo in attesa della decisione del rinvio a giudizio o meno.

Si tratta di un proseguimento di indagine all’inchiesta che sfociò in alcuni arresti lo scorso gennaio, quando fu coinvolto l’amministratore di fatto della clinica, Vincenzo Schiavone, tra i destinatari dell’indagine. Tutti sono indagati a vario titolo per reati di corruzione, falso, indebita induzione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio.

L’indagine riguarda gli illeciti che si sarebbero consumati attorno ai lavori di ampliamento del «Pineta Grande Hospital» di Castel Volturno: per la Procura guidata dal magistrato Maria Antonietta Troncone, i permessi edilizi relativi all’ampliamento della clinica sarebbero stati illegittimi e frutto di corruzione messa in atto da Schiavone fondatore della clinica, nei confronti di dipendenti e amministratori comunali, contraccambiati con assunzioni di parenti presso la clinica «Pineta Grande»; Schiavone, è ora libero con l’accusa di abuso e una ipotesi di falso.

Tra i funzionari che rispondono di corruzione, anche il dirigente responsabile della Direzione Generale della Regione per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale Antonio Postiglione, il funzionario della giunta regionale Antonio Podda e Arturo Romano, consigliere delegato per i rapporti con il sistema sanitario regionale.

Tra gli indagati figurano inoltre l’ex direttore generale dell’Asl di Caserta Mario De Biasio; l’ex sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo con tutti i suoi ex assessori e consiglieri comunali; il presidente di Aiop Campania (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Sergio Crispino; l’ex dirigente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, Salvatore Buonomo, trasferito a Potenza nel novembre scorso.

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