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Liberi da vincoli

Grazzanise, infondate accuse all’architetto Maurizio Malena sul collettore

La sentenza definitiva del GUP di Napoli scagiona finalmente il responsabile dell’UTC. Il collegio difensivo Monaco-Maddaluna ha smontato il teorema accusatorio

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – “Dopo 4 anni di calvario, la sentenza del Gup di Napoli, ora definitiva, sancisce l’infondatezza delle accuse contro il dirigente del Comune di Grazzanise, architetto Maurizio Malena”. È indubbiamente un dato confortante che giunge a porre termine ad una vicenda giudiziaria che fin dal primo momento ai più sembrava volgere a favore dell’indagato, ma gli itinerari della giustizia devono fare il loro corso, benché diventino estenuanti per chi finisce nell’occhio del ciclone. E allora ben venga un sospiro di sollievo, anche se i tormenti avvertiti raramente siano compensati nella desiderata misura.

L’accusa, pur avendo richiesto un rinvio ad hoc di circa un mese, ha rinunciato alle repliche. Poi ha ritenuto di non accedere nemmeno all’appello. Nelle memorie difensive è stato smontato il teorema accusatorio, punto per punto”. Su queste, dunque, ha fatto leva il Collegio dei legali rappresentato dall’avv. Concetta Monaco del Foro di Napoli e dall’avv. Emilio Maddaluna del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Ad essi l’arch. Malena ha naturalmente espresso viva gratitudine per la puntuale professionalità profusa, nel contempo sottolineando, specie la Katty Monaco, la “passione mostrata”.

Ma qual era in effetti l’oggetto del giudizio? Che cosa si imputava all’architetto che dal luglio 2011 aveva assunto l’incarico di responsabile dell’Area tecnica municipale? Il suo presunto coinvolgimento nell’ambito del travagliato svolgimento di una gara di appalto per la realizzazione di un collettore fognario intercomunale fra Grazzanise e Cancello ed Arnone, lungo la strada provinciale 333, ex statale 264. E la predetta sentenza lo ha appunto scagionato da ogni obiezione derivante dalle indagini che erano state condotte dalla locale stazione dei Carabinieri tuttora al comando del maresciallo capo Luigi De Santis.

Al margine della vicenda sussistono almeno due espansioni di cronaca che appaiono rilevanti. La prima attiene al procedimento accesosi fra il Comune di Grazzanise e l’ing. Guglielmi che aveva progettato il collettore (infatti l’Amministrazione guidata dal sindaco Vito Gravante ha vinto il contenzioso civile, facendo salve così le casse comunali per circa 190.000 euro, comprensivi del rimborso delle spese legali richiesto dall’avv. Cerreto per la difesa del Municipio grazzanisano, e quindi salvaguardando con sollecitudine gli della collettività). La seconda è invece riferibile al pericoloso dissesto stradale finora rimasto irrisolto sul tratto della sp 333, dall’11° al 16° chilometro. Proprio in questi giorni sono all’opera uomini e mezzi di una ditta, quasi certamente incaricata dalla Provincia di Caserta, per porre mano al manto d’asfalto. V’è da sperare che l’intervento in atto, a differenza del precedente a strisce parziali di ripristino della sicurezza, non si limiti al solo segmento stradale ricadente nel tenimento cancellese, ma comprenda anche l’altra metà che raggiunge il centro urbano di Grazzanise.

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