www.gazzettadicaserta.it
Liberi da vincoli

Gli studenti del Liceo “A. Diaz” di Caserta scioperano

Questa mattina quasi tutte le classi dell'Istituto si sono astenute dalle videolezioni

La Dad, questa sconosciuta. La Didattica a distanza. La soluzione che oggi è alla portata di tutti ma che ancora crea non pochi problemi.

Problemi logistici. Di connessione. Talvolta, di assenza di linea. Altre ancora di semplice incomprensione.

Insomma un tipo di didattica che proietta la scuola, sicuramente, già nel futuro ma che crea ancora qualche difficoltà a chi comunque si trova a fare i conti con una scuola non in presenza ma attraverso la fitta rete dei collegamenti via web.

Per anni si è inteso parlare di una didattica che non fosse solamente in presenza ma che avesse un’integrazione anche con il mondo virtuale.

Finora eravamo un pò tutti impreparati rispetto a questo modo di gestire l’istruzione ma oggi è l’unico modo possibile per far sì che la cultura non sia un’utopia.

Gli studenti desiderano seguire le lezioni e nel contempo gli insegnanti vogliono offrire la loro professionalità.

Accade però, spesso, che le esigenze degli uni e quelle degli altri trovino dei punti di divergenza e si creino delle situazioni spiacevoli.

Ecco perchè oggi, è accaduto qualcosa che ha dell’incredibile.

Uno sciopero via web. Fino  ieri non avremmo mai immaginato possibile una cosa del genere ma, in questo 2020 così bizzarro, permettetemi il termine, ci troviamo a vivere anche questo nuovo fenomeno.

Protagonisti di questo sciopero interattivo gli studenti del Liceo Scientifico Statale “A. Diaz” di Caserta.

Uno sciopero nato per garantirsi un diritto qual è quello di fare una pausa tra una lezione e l’altra, di pochi minuti, ma di farla attraverso una circolare, quindi un documento, emanato dalla dirigenza scolastica che, stabilisca i minuti di lezione e quelli di pausa che,  purtroppo, finora sembrerebbe, secondo quanto reso noto dagli studenti,  non essere stato reso disponibile.

Un’esigenza che diventa necessità per creare omogeneità fra la lezione e la pausa e soprattutto per far in modo che il tempo a disposizione degli insegnanti sia certo e soprattutto rispettato da tutti. Docenti e discenti.

“Lo sciopero che ha coinvolto quasi tutte le classi dell’Istituto, tranne 2 – così come racconta la rappresentante di Istituto –  si è svolto attraverso la scelta degli studenti che hanno aderito, di astenersi per la giornata di oggi dalle videolezioni”.

Quello che chiedono gli studenti è di fare lezioni da 50 minuti con dieci minuti di pausa per poi proseguire con la successiva ora di lezione, sempre da 50 minuti e avanti così.

Questo perchè? Perchè stare davanti a un monitor stanca e già dopo 40 minuti circa, cala l’attenzione. Ma, inoltre, una pausa serve anche per ragioni fisiologiche che non sto qui ad elencare. In più è proprio la disciplina della Dad a prevedere, eventualmente, una riduzione dell’ora scolastica per introdurre una pausa. Ma, a decidere come introdurre la pausa, ovviamente, è l’Istituto.

Gli studenti non dicono che sono privi di questo tempo ma è a discrezione degli insegnanti e talvolta, può capitare di andare oltre quel tempo di lezione previsto e quindi gli studenti perdono quella necessaria pausa.

“Abbiamo chiesto di mettere nero su bianco, questa esigenza, alla dirigenza, più volte – continua il suo racconto la rappresentante di Istituto – ma nonostante le promesse ricevute più volte, non abbiamo ancora avuto questa circolare. L’ultima volta che abbiamo parlato col Preside è stato lunedì e allora ci aveva promesso che entro martedì/mercoledì avremmo avuto il documento. Oggi è venerdì è nulla è stato fatto. Per questo abbiamo pensato di scioperare”.

“Non per fare festa – prosegue la studentessa – io sono al quinto anno, ad esempio e ci tengo a fare lezione, e come me, anche gli altri ma, perchè non vogliamo ricevere promesse non mantenute”.

Viene spontaneo chiedersi quale sarà la reazione della Dirigenza Scolastica di fronte a questa iniziativa.

“Ho inviato una email al Preside in cui spiego le ragioni dello sciopero – ha concluso la rappresentante di Istituto – e attendo una risposta. Se dovessero decidere, ancora una volta, di non pubblicare la circolare sul sito, prenderemmo ulteriori provvedimenti”.

 

Il nuovo libro di Ferdinando Terlizzi

Il nuovo libro di Ferdinando Terlizzi

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy al link qui sotto. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. Accetto Cookie Policy

Cookie