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Liberi da vincoli

Giustizia Cenerentola anche nel Covid-19. Sospesa…come il caffè a Napoli. Parla l’avvocato Enrico Romano

Parla il presidente della sezione Anai di Santa Maria Capua Vetere, avvocato Enrico Romano. Il caso dell'incarico legale in un comune del Casertano

Molte le aspettative dell’avvocatura che appare preoccupata per il post-lockdown e per la fase post sospensione feriale: ne abbiamo parlato con l’avvocato Enrico Romano presidente ANAI (Associazione Nazionale Avvocati Italiani ), sezione di Santa Maria Capua Vetere.

Avvocato Romano, dunque, si riprende l’attività giudiziaria o siamo ancora nel limbo e in una fase di incertezza?

«Ricordo che tra le poche volte che, nella mia carriera scolastica, ho avuto desiderio di ritornare tra i banchi dopo le (all’epoca decisamente lunghe) vacanze estive c’è stato il primo anno di liceo: contavo letteralmente i giorni che mi separavano dal varcare il portone del Liceo ‘Nevio’ di Santa Maria Capua Vetere… la stessa sensazione ho rivissuto a distanza di anni quando da avvocato dopo la forzata pausa dovuta all’emergenza sanitaria, ho attraversato il portone del nuovo Palazzo di Giustizia di Santa Maria Capua Vetere per svolgere alcuni adempimenti. Credo che tanti colleghi possano condividere ciò che ho provato. Mancano pochi giorni al ‘suono della campanella’ che, con le cautele previste dal Ministro Azzolina, annuncia l’apertura di un nuovo anno scolastico così come volge al termine la (troppo lunga) sospensione feriale ma la macchina del ‘sistema giustizia’ stenta a ripartire. A quanto pare ci si è preoccupati del grido di allarme lanciato dal mondo economico-commerciale (discoteche comprese) ma le rivendicazioni dell’avvocatura sono rimaste inascoltate. Tra la molteplicità di “protocolli” adottati dai vari Fori italiani per far fronte all’emergenza Covi-19 difficile districarsi anche perché non tutti Tribunali hanno sviluppato o implementato allo stesso modo il sistema telematico , né del resto sono state adottate linee guida uniformi a livello Ministeriale»

Ed il cittadino ?

«Beh la risposta alla richiesta di Giustizia da parte del cittadino che la reclama attraverso il proprio Avvocato è ancora, di fatto, sospesa alla stregua del caffè napoletano! Ironia a parte, l’incertezza sulla ripresa della normale attività forense è vissuta quasi con un senso di incredulità per la lentezza con cui i provvedimenti preannunciati a livello centrale non vedono ancora la luce. Magistrati e personale di Cancelleria non sembra abbiano visto adeguare la strumentazione tecnica necessaria ed indispensabile per lo smart-working, la trattazione dei processi civili in modalità da remoto, malgrado la buona volontà e concreta operatività dei giudici, resta subordinata al superamento di non poche difficoltà ed in ogni caso talvolta risulta improponibile anche per la particolarità della causa».

Cosa ne pensa dei contributi economici per gli avvocati previsti dal Governo per sopperire alla mancanza di introiti per l’emergenza sanitaria?

«L’importo di 600 euro che lo Stato ha previsto di erogare attraverso la Cassa di Previdenza Forense non mi sembra possa ritenersi adeguato, essendo peraltro inferiore anche al cd reddito di cittadinanza; in realtà l’Avvocatura desidera ripartire, le conseguenze economiche del ‘blocco’ si paleseranno nel 2021/2022 , ecco perché occorrono misure di più ampio respiro che involgano la stessa Cassa di Previdenza e gli Ordini Forensi; a mio avviso non basta concedere una sospensione per il pagamento dei contributi e/o delle tasse di iscrizione ma servirebbe immaginare, in particolare per i Colleghi più giovani, un ripensamento complessivo del sistema di tassazione/contribuzione. Basti pensare a quanto si è previsto per le piccole-medie imprese. La previsione (a livello nazionale) dell’incremento del numero di cancellazioni dall’Albo sta trovando purtroppo drammatica puntuale conferma»

Presidente Romano, secondo Lei si intravedono nuove opportunità di inserimento professionale per i giovani avvocati?

«L’emergenza sanitaria si sta rivelando un duro banco di prova soprattutto per coloro che si affacciano con entusiasmo e professionalità al mondo forense; le opportunità di inserimento vi sarebbero ma c’è poca lungimiranza anche a livello centrale oltre che periferico; mi riferisco, ad esempio, ad alcuni bandi di selezione per avvocati, varati anche di recente da Comuni del casertano uno dei quali addirittura prevede (al di là dell’importo base), tra i requisiti atti a far ritenere il concorrente “interlocutore qualificato” un elemento reddituale (reddito non inferiore ad € 25.000,00) al pari dell’aver espletato nel triennio almeno 10 incarichi per Enti, ciò indipendentemente dalla natura e/o dal valore dell’incarico! E’ noto che i Comuni, ad esempio, anche in base alle direttive ANAC affidano di solito gli incarichi a seguito di “gara” a cui vengono invitati a partecipare gli avvocati iscritti nella short-list ai qual è, peraltro, richiesto di formulare un’offerta a ribasso alla stregua di una “base d’asta” il cui importo è di solito già inferiore ai minimi di tariffa, senza contare che l’equo compenso vale anche per la Pubblica Amministrazione»

Dunque, avvocato, il criterio che Lei ha citato (numero di incarichi) appare legato ad un elemento che potrebbe dirsi di mera probabilità così come quello reddituale, ben essendo possibile che un qualificato giovane avvocato che (non per suo demerito) ha prodotto un reddito inferiore a quello parametrico del bando abbia tutte le capacità per rendere il servizio professionale richiesto?

«Esattamente, un collega con reddito inferiore a quello citato nel bando deve implicitamente ritenersi interlocutore non qualificato».

Quale la sfida che attende l’avvocatura di Terra di Lavoro nei prossimi mesi?

«Se, come appare ormai certo, riapriranno le scuole che per limitare il contagio da Covid-19 sono state le prime ad essere chiuse in via cautelativa, sicuramente la principale rivendicazione è quella della rapida ripresa delle udienze “in presenza” anche per l’insostituibile dialettica processuale nonché – medio tempore – l’incremento della strumentazione tecnica per giudici e cancellieri oltre che un significativo incremento dell’organico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che possa consentire di riallineare i tempi della Giustizia che – e mi riferisco in particolare al processo civile (con buona pace della cosiddetta Legge Pinto) – non può più restare nel limbo dell’incertezza della ragionevole durata. In questa direzione mi piace pensare che l’avvocatura di Terra di Lavoro non potrà sottrarsi ad una rivendicazione unanime che vada oltre gli schieramenti che pure rappresentano una delle caratteristiche della mai sopita vivacità culturale del nostro Foro e che sapranno rendersene interpreti verso le Istituzioni centrali. In questo potendo contare – ne sono certo – oltre che sul supporto dell’Anai di tutte le altre associazioni forensi che hanno a cuore le sorti dell’ Avvocatura».

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