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Liberi da vincoli

Falerno del Massico, il vino più antico del mondo a Caserta. Tra storia e leggenda

CASERTA (di Bryan Mirra) – Gran parte degli scrittori latini hanno tessuto l’elogio di questo vino, ma prima di tutti fu Catullo, in epoca romana, a cantarne le lodi. Della qualità e della fama da esso raggiunta ne è prova anche il valore, una scritta ritrovata a Pompei infatti diceva: “Edone fa sapere: qui si beve con 1 asse, se paghi 2 avrai il vino migliore, se paghi 4 avrai Falerno”.

Chiamato “Ager Falernus” il territorio dove è consentito produrre il vino del mito e comprende gli odierni comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole.

Dai romani ad oggi, la qualità di questo vino è rimasta pressoché invariata, tanto da essere citata quasi in ogni periodo storico. In quell’epoca però, il prodotto che ci avrebbero servito sarebbe stato però molto diverso da quello che è il nostro gusto, dato che il vino dei romani era spesso servito caldo, diluito ed aromatizzato con spezie varie.

La tutela

Dal 1989 è stata istituita una zona di produzione DOC per tutto il territorio dell’Ager Falernus (una delle prime DOC enologiche a livello mondiale).

Nel 2010 è stata costituita la Confraternita del Falerno, associazione Culturale no profit che ha lo scopo di promuovere e sponsorizzare questa eccellenza tutta casertana.

Bere Falerno vuol dire degustare vino certificato, prodotto in provincia di Caserta, nell’area dell’Ager Falernus, con l’opportunità di conoscere tre differenti vini: il Falerno del Massico Bianco, prodotto con uva Falanghina, il Falerno del Massico Rosso vinificato con uve Aglianico e Piedirosso e con l’eventuale aggiunta minima di vitigni a bacca rossa autorizzati, ed infine il Falerno del Massico Primitivo, utilizzando uva Primitivo.

Il futuro

È straordinario come dopo millenni questo territorio e i suoi prodotti, continuano a far parlare di sé in tutto il mondo.

Grazie alle dedizione e alla passione di pochi, l’Ager Falernus, rimane baluardo di storia e di qualità. Le istituzioni dovrebbero supportare maggiormente le nostre realtà produttive, le vere Ambasciatrici del Made in Italy nel mondo che troppo spesso sono lasciate a loro stesse.

Bryan Mirra 4^ A Enogastronomia
IPSSART Teano (CE)
Per “Io cittadino del mio territorio – Giornale Enogastronomico
Ref. Antonella D’Avanzo (giornalista)

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