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Liberi da vincoli

Dipendenti del Comune di Caserta esposti al Covid-19: Sindacati su tutte le furie

Non rispettate le misure anti contagio ordinate dalla Regione Condizioni precarie ovunque nelle sedi municipali

C‘è il rischio che negli uffici del Comune di Caserta si diffonda il Covid-19. A dirlo sono i sindacati che dal 12 agosto sono attivi per denunciare quanto accade. Le misure di contenimento e prevenzione non sono applicate e così scatta l’allarme per tutti, dai dipendenti ai cittadini. Intanto il sindaco Marino sui social raccomanda di fare attenzione, rispettare le norme ed evitare assembramenti.

Ingressi fuori controllo al Municipio

In tutti i luoghi pubblici, ormai, si rispetta l’ingresso per gruppi, la misurazione della temperatura corporea all’ingresso, la sanificazione delle mani e l’utilizzo della mascherina. A Palazzo Castropignano, sede del Municipio di Caserta, ciò non sembra avvenire.

Le federazioni sindacali provinciali CGIL-CISL-UIL, nella nota PEC al Prefetto di Caserta, al direttore dell’ASL CE e al Sindaco di Caserta Carlo Marino, hanno ben evidenziato il pericolo che corre la salute dei dipendenti per il mancato rispetto delle norme nazionali e regionali. Insomma, hanno segnalato e denunciato ufficialmente la mancata attivazione di tutte le procedure di contrasto al Covid-19 per preservare proprio l’incolumità della collettività casertana.

I sindacati chiedono alle autorità competenti di agire con tempestività dal momento che viene ignorato l’obbligo di rilevare la temperatura corporea del personale dipendente e degli utenti degli uffici pubblici. Obbligo, per altro, previsto al punto 1.3 dell’Ordinanza regionale n° 66 dell’8 agosto 2020. Perciò, nonostante i contagi siano in aumento a Caserta – come annunciato dal sindaco nei giorni scorsi – non sapremo mai, finché non si paleseranno i sintomi, se un positivo sia mai passato di lì. A quella persona – a quanto pare – nessuno avrà verificato che la temepratura non superasse i 37,5 °C.

Cosa dice la norma?

La norma, però, è chiarissima a riguardo. Per il Datore di lavoro inadempiente ci sono gravi sanzioni, anche penali. Il riferimento normativo non è soltanto regionale. In materia di igiene e sanità pubblica nazionale si fa riferimento al D. L. 25 marzo 2020 n° 19. Poi, per quanto riguarda la Regione Campania, sono chiari gli indirizzi normativi dettati dall’ordianza citata nel precedente paragrafo, che ha effetto dal 9 agosto fino al prossimo 7 settembre.

Inoltre, è importante chiarire che l’Odinanza regionale n° 66 impone l’obbligo per le Amministrazioni pubbliche di assicurare l’attuazione della disposizione con efficacia nelle sedi con rilevante afflusso di personale e/o utenti. Infatti, l’Ente muncipale conta un vistoso numero di persone al lavoro nelle sedi pubbliche.

Perciò, oltre le sanzioni previste – come abbiamo già detto – per il datore di lavoro, ci saranno potenziali gravi conseguenze sanitarie. Col comportamento gravemente iandempiente denucniato dai Sindacati, l’Ente concorrerà sicuramente a favorire il rischio epidemico da Covid-19 per la collettività. A ciò si aggiunge la grave condizione igienico-sanitaria in cui versano le varie sedi del Comune, più volte denucniate al nostro giornale dai dipendenti. Questo è già il primo rischio da tenere in contro per la salute dei lavoratori e degli stessi cittadini.

Condizioni mortificanti per i lavoratori di Caserta

Il quadro della situazione fin ora affrontato è già di per sé molto grave, ma a peggiorarlo ci sono tante altre situazioni interne. Oltre all’assenza di misure anti Covid-19 e di una frequente e corretta pulizia degli ambienti, manca la climatizzazione in troppi uffici. Si raggiungono temperature troppo alte e il lavoro diventa impossibile. Non ultima, poi, la notizia di serpenti avvistati nelle sedi periferiche del Comune, afflitte dall’incuria, la stessa che è stata parzialmente risolta con un intervento di bonifica forzato dai Vigili Del Fuoco. Ma su questi fatti bisogna andare con ordine.

I dipendenti comunali bruciano dal caldo e questa è notizia ormai nota da anni. Nessuno trova soluzioni concrete se non rimandando i rientri pomeridiani negli uffici a mesi più freschi in cui si recupereranno le ore di lavoro. Questa è una situazione di 4 anni e più. Per quanto riguarda, invece, la scarsa pulizia, è da tempo che sotto gli occhi di persiste nei locali interni e nelle aiuole nella struttura dell’ex Caserma Sacchi (settore anagrafe ed elettorale, ecologia, politiche sociali e attività produttive), dominando l’intero panorama. Grazie proprio all’incuria e al crescere smisurato di piante ed erbacce, pericolosi animali ed insetti si sono annidati e solo l’intervento dei pompieri è stato utile per intimare ai dirigenti Biondi e Natale e al Segretario Generale Massi di provvedere con celerità al ripristino dei luoghi.

La cosa che a questo punto della facceda desta più sconcerto è la totale indifferenza, sulla questione, di amministratori e consiglieri comunali. Nessuno sembra più essere interessato a valorizzare la città, che intanto si avvicina alle elezioni di un nuovo sindaco. Non si eslcude, ancora, la resposanibilità morale di consiglieri municipali di opposizione, che per nulla si sono espressi o adoprati nella segnalazione della gravità dei fatti nella Sede comunale. Allora ci chiediamo: è questo l’amore tanto scialacquato per la città di Caserta?

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