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Digestore anaerobico a Caserta. Pio Del Gaudio: Si prenda atto che in questo territorio non lo si può realizzare

Martedì 16 giugno 2020, in Consiglio Comunale dovrebbe discutersi dell’annoso problema della localizzazione del digestore anaerobico, già destinatario di finanziamenti regionali, che l’amministrazione comunale vorrebbe costruire sul territorio casertano. Diversi gruppi consiliari tra cui a memoria ricordiamo Speranza per Caserta e Città Futura, hanno chiesto chiarezza, e che una volta per tutte l’argomento digestore anaerobico a Caserta sia portato in Consiglio Comunale, cioè lì dove il popolo casertano è padrone.

Dopo “l’abbandono” della potenziale localizzazione in località Lo Uttaro, area adiacente l’area ex Saint Gobain, di fatto, oggi, divenuta zona fortemente abitativa e di servizi (Palazzo della Salute, Agenzia delle Entrate, Ente Provincia etc..senza dimenticare, forse, il più grande albergo in città) tra Caserta e San Nicola la Strada, si è passati per Gradilli (piccola lenza di terreno, ancora territorio casertano, alle spalle del Palamaggiò), per passare alla zona industriale di Caserta in località Ponteselice a poco meno di 1500 metri in linea d’aria con il complesso Vanvitelliano della Reggia di Caserta, e finire in una cava abbandonata in località Mastellone, adiacente la frazione Garzano e in prossimità dei santuari di Santa Lucia e San Michele.

In questi giorni, dopo le critiche ricevute e i paletti di alcune associazioni locali per la scelta di localizzarlo in località Mastellone, si torna a parlare di Ponteselice.

A tal proposito abbiamo raggiunto telefonicamente Pio del Gaudio, già sindaco di Caserta e comunque persona molto esperta delle problematiche che attanagliano il territorio casertano. “Uno scempio, una scelta scellerata effettuata nell’emergenza Covid e nel silenzio assoluto – arringa l’ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, che ricorda anche che l’impianto, forse utile in termini di riduzione costi Tari, a Caserta non può e non deve essere realizzato perché non ci sono aree idonee.

“Sostanzialmente le persone per bene, le persone intelligenti cambiano anche idea a Caserta – dice Pio Del Gaudio – io lo volevo realizzare ma non è possibile. L’ipotesi due – Del Gaudio parla della località Mastellone, in prossimità dei santuari di Santa Lucia e San Michele – non la valutai proprio perchè strade, stradine, salite e discese non sono consone al andirivieni di mezzi pesanti. Poi quest’area è vicinissima alla Fondazione Leo Amici. Tra l’altro io già lo bloccai nel 2006 perché l’assessore Del Rosso aveva avanzato l’ipotesi di realizzarlo sotto San Michele, in contrada Saiano quasi a Valle di Maddaloni.

Bisogna prendere atto che l’impianto a Caserta – continua Del Gaudio – non si può realizzare perché i territori non sono idonei. Per quanto possa, forse, essere utile, lo si deve realizzare in altro territorio anche perché Caserta fa parte del ATO Rifiuti e quindi la logica della problematica dei rifiuti è logica provinciale, non può più essere localistica del comune, e a nulla vale il fatto che c’è il finanziamento regionale, si può perderlo se un opera non è utile” – conclude Pio Del Gaudio.

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