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Liberi da vincoli

Democrazia & Ipocrisia

Alea acta est. La Camera ha approvato la proposta di istituire una Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Covid-19 per il 18 marzo. Il testo è passato all’esame in Senato.

L’iniziativa, si legge sul sito della Camera, vuole avere lo scopo di “conservare e di rinnovare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa di tale epidemia“. In relazione alla Giornata, si aggiunge, verranno previste delle attività celebrative, informative e di sostegno economico alla ricerca, così come verranno anche garantiti “adeguati spazi sul tema nell’ambio della programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale“.

Il giorno dopo il 19, con animo più leggero grazie al ricordo dei morti il giorno prima, potremmo mangiare le zeppole di San Giuseppe e fare festa ai papà tutti quelli che avranno avuto la fortuna di averli sottratti alla bestia nera.

Insieme alla giornata contro il bullismo, del paesaggio, di prevenzione dello spreco alimentare, ma pure del gatto, l’Italia avrà la giornata nazionale delle vittime del covid. Chissà se saranno più o meno importanti delle vittime degli incidenti sul lavoro perché, spulciando la pagina della Presidenza del Governo, le uniche vittime finora erano i caduti sul lavoro.

Ed allora è forte il dissenso per questa decisione del Governo che ha la sensibilità, la fretta e il tempo, soprattutto il tempo, di istituire una giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia ma non ha premura né fretta a fare chiarezza sui tanti dubbi degli italiani su questa epidemia.

Dal lockdown totale per le attività ritenute “non strategiche” come soluzione per contenere i contagi all’immunità vaccinale. A partire dalla verità sulle morti dopo la somministrazione di Astra Zeneca, perché non basta la telefonata fra il presidente del consiglio Draghi e Ursula Von Der Leyen e un “Non c’è evidenza di nesso fra casi di trombosi e vaccino” per avere la certezza che non ci siano più vittime dopo il vaccino Astra Zeneca.

Qualcuno altro si chiederà cosa ha controllato l’EMA per approvarne la distribuzione. Rabbia e indignazione difronte a tanta ipocrisia. E mi viene in mente la democrisia, la  democrazia ipocrita, priva di ogni trasparenza come scrive Massimo Nava, una democrazia che si fonda sempre di più sull’ipocrisia, sull’occultamento e inquinamento della verità, non solo nascosta ma spesso svisata in modo tale da non essere più distinguibile e forse alla fine nemmeno esistente. Composto dai demo(crazia) e (ipo)crisia.

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