www.gazzettadicaserta.it
Liberi da vincoli

Decesso dopo l’aborto: a ottobre la sentenza di secondo grado per i medici di Marcianise e Caserta

In primo grado fu condannata al risarcimento anche l’azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano

Si conoscerà a fine ottobre l’esito del processo in Corte di Appello per sette medici coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che scattò dopo la morte di Maria Ammirati, la donna di Marcianise di 35 anni che portava in grembo il suo bambino di 14 settimane, morto il 28 giugno del 2012, poche ore prima del decesso della stessa madre.

In primo grado, dopo sei anni dai fatti, arrivarono quattro condanne e tre assoluzioni tra cui il ginecologo di fiducia e sei medici degli ospedali di Caserta e Marcianise. Ma ci fu anche una condanna dei camici bianchi in solido con l’Azienda ospedaliera di Caserta Sant’Anna e San Sebastiano al risarcimento dei danni in favore delle parti civili da liquidarsi in separata sede; oltre una provvisionale immediatamente esecutiva di 300 mila euro a favore dei familiari e del compagno di Maria.

A metà ottobre sono attese le discussioni degli avvocati difensori sia degli imputati assolti in primo grado (contro i quali ha chiesto le condanne il Procuratore generale, seppur con quantificazioni inferiori al verdetto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere), sia per gli imputati condannati che tentano un’assoluzione.

Una vera e propria via crucis quella subita da Maria, stando al racconto emerso nel corso delle numerose udienze così come quella della madre che per anni ha aspettato il verdetto tenendo sempre alta l’attenzione sul caso, con l’affissione di grandi manifesti nei punti cruciali della città del foro ed organizzando in un caso anche un sit-in all’esterno del tribunale.

Le condanne per omicidio colposo furono comminate al ginecologo di fiducia Nicola Pagano (3 anni, peraltro con una pena precedente sospesa che gli è stata revocata) ed ai medici Maria Golino (4 anni), Anna Tamburro (4 anni) e Luigi Vitale (4 anni) difesi rispettivamente dagli avvocati Bernardino Lombardi, Vittorio Giaquinto, Andrea Piccolo e Giuseppe Foglia. Furono assolti con formula piena i medici Andrea Fusco, Luigi Carmen De Falco e Pasquale Parisi, questi ultimi tre difesi dagli avvocati Paolo Sperlongano, Filippo Trofino e Vittorio Giaquinto.

Per tutti, il PM Francesco Regine, aveva chiesto quattro anni di reclusione. Assurda la morte di Maria sottoposta a visita prima dal suo ginecologo privato, poi dai medici delle due strutture pubbliche (due volte a Caserta) senza che nessuno si accorgesse di nulla. Troppo tardi, quando capirono cosa era accaduto.

Maria Ammirati, designer di moda e un’esperienza di lavoro a Londra, subì un aborto a 35 anni. Un calvario di sette tappe, dall’ospedale di Caserta a quello di Marcianise, una visita del suo ginecologo, poi ancora all’ospedale di Caserta, una diagnosi errata, la pratica dell’aborto, la terapia intensiva, un secondo intervento chirurgico e il decesso. All’inizio furono emessi 25 avvisi di garanzia. Per la parte civile, sono stati impegnati gli avvocati Gabriele Amodio, Giuseppe Stellato e Giuseppe Mosca.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy al link qui sotto. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. Accetto Cookie Policy

Cookie