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Liberi da vincoli

Covid-19. Diciannove sindaci dell’agro aversano chiedono al Governo l’invio dell’Esercito

Diciannove sindaci dell’Agro aversano chiedono al Governo l’invio dell’Esercito, preoccupati per gli incrementi dei contagi da Covid-19. Sono i Sindaci di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 9 novembre, si è svolta in modalità telematica una riunione del coordinamento dei sindaci dell’Agro aversano per fare il punto della situazione sull’emergenza in atto.

Abbiamo istituito un tavolo permanete di emergenza per affrontare in modo unitario questo drammatico momento.

Alla luce del forte incremento della curva epidemiologica nei territori che amministriamo con i contagi che continuano a salire così come le segnalazioni di ritardi nell’esecuzione dei tamponi o mancata assistenza ai cittadini. Noi sindaci, con grande senso di responsabilità, continuiamo ad essere vicini, a cercare di dare risposte e servizi adeguati ai nostri concittadini, ma siamo purtroppo arrivati ad un punto di grande criticità.

Chiediamo, pertanto, alla Regione Campania e all’Asl Caserta di attuare protocolli di comunicazione chiari e soprattutto tempestivi. Comprendiamo le difficoltà del momento e sappiamo che le aziende sanitarie locali, con le loro strutture distrettuali, sono sotto stress e hanno pesanti carenze di organico ma riteniamo inaccettabile che le comunicazioni di nuove positività vengano effettuate dopo giorni, visto che questo ritardo si ripercuote sull’attivazione dei servizi di assistenza e supporto comunale. Ma ciò che non può essere più tollerato è il ritardo nell’esecuzione dei tamponi, soprattutto di guarigione, cui spesso bisogna aggiungere giorni e giorni di attesa per la comunicazione dell’esito. Nei casi più gravi abbiamo registrato segnalazioni anche di mancate risposte del 118 o lunghe attese in ambulanza e/o auto in attesa di un posto in ospedale.

Abbiamo tutti esultato, pochi mesi fa, per l’uscita dal commissariamento della sanità regionale. Ebbene è giunto il momento che questo passaggio burocratico dispieghi i suoi effetti sul territorio. Vogliamo iniziare a spiegare alla gente che la sanità territoriale può iniziare a farsi carico dell’assistenza ai pazienti Covid e che le strutture ospedaliere del territorio non siano più costrette a cancellare visite specialistiche o interventi attesi da tempo. Vogliamo, in pratica, poter dire che lo Stato tutela il diritto alla salute di tutti.

Chiediamo, inoltre, al Governo rinforzi. Chiediamo se necessario di inviare l’esercito. Comprendiamo la volontà di voler evitare assolutamente un nuovo lockdown generalizzato e lasciare che siano le autorità locali a scegliere quali restrizioni aggiungere a quelle previste dal Dpcm del 3 novembre ma se noi sindaci variamo ordinanze abbiamo bisogno del supporto dell’esercito e di più forze dell’ordine affinché queste regole siano fatte rispettare. E’ impensabile credere che le Polizie Municipali, ovunque ridotte all’osso, possano da sole realizzare un capillare controllo dei vari territori. Alcuni di noi hanno già firmato le ordinanze, altri sono pronti a farlo. Ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità, e siamo pronti a farlo anche ora nel chiudere strade, piazze e luoghi di ritrovo ma ci ritroviamo bersagliati di critiche, a volte anche dileggiati e questo ci ferisce profondamente perché sono mesi che siamo in trincea a combattere, spesso da soli. Auspichiamo un rapido riscontro a questo grido di aiuto.

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