www.gazzettadicaserta.it
Liberi da vincoli

Corruzione, arresto Piccirillo. Cassazione rinvia a nuova sezione Riesame per valutazione profilo cautelare

ll dentista-ex editore è in obbligo di dimora a Belluno, coinvolto nell'inchiesta sulla truffa alla Sanità battezzata Minerva

Sarà una nuova sezione del Tribunale del Riesame a valutare l’annullamento dell’ordinanza cautelare per il dentista ex editore di TV Luna, Pasquale Piccirillo, attualmente in obbligo di dimora a Belluno dove lavora in uno studio privato ed accusato di corruzione nell’ambito di un’inchiesta sui centri clinici insieme a Pasquale Corvino, nell’ambito dell’operazione su una truffa alla Sanità battezzata Minerva. Lo ha deciso la sesta sezione della Cassazione che, accogliendo parzialmente il ricorso degli avvocati Cantelli e Pavan, ha vagliato le rimostranze della difesa sulla ritenuta sussistenza delle esigenze cautelari da parte del primo Riesame.

Il Tribunale aveva condotto una diffusa analisi sul pregresso coinvolgimento di Piccirillo in vicende illecite e ne aveva richiamato la sottoposizione a misura di prevenzione, con decreto adottato il 5 dicembre 2019; le vicende di appropriazione indebita nella gestione delle società a lui facenti capo e una risalente ordinanza cautelare – dell’anno 2010 – per reati finanziari e delitti comuni commessi nelle qualità di presidente di società varie, reati, questi ultimi, dichiarati prescritti. Ne aveva quindi evidenziato la pessima personalità e, ritenuto persistenti le esigenze di prevenzione del pericolo di reiterazione di reati dello stesso genere la pericolosità sociale aveva disposto gli arresti domiciliari.

Per la Cassazione «Il giudizio del Tribunale è, tuttavia, gravemente squilibrato nell’accertamento del pericolo di reiterazione, che deve essere valutato in termini concreti e attuali, sia perché non tiene conto del tempo trascorso dai fatti – che risalgono all’anno 2016 – sia perché si fonda, pur dando atto dell’inserimento dell’indagato in un contesto territoriale ed in condizioni lavorative del tutto mutate, su valutazioni apodittiche pervenendo alla conclusione che non può escludersi che egli, anche in tale contesto, reiteri le corruzioni operate ovvero che gestisca da lontano operazioni truffaldine rispetto a società da lui gestite di fatto. Si tratta di conclusioni che non sono sorrette dalla verifica, in concreto, del pericolo di recidiva che, necessariamente, meritano, anche tenuto conto del negativo giudizio sulla poliedrica personalità delinquenziale dell’indagato, una più rigorosa spiegazione alla luce di elementi di fatto che inverino la prognosi negativa espressa dal Tribunale. In conclusione l’ordinanza impugnata deve essere annullata con riguardo alla ritenuta sussistenza delle esigenze cautelari, con rinvio per nuovo esame».

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy al link qui sotto. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. Accetto Cookie Policy

Cookie