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Liberi da vincoli

Commercialisti, ancora un rinvio nazionale per le elezioni

A Napoli Nord, il candidato presidente Corbello (Odcec 2.0) lancia allarme su proposta di legge a danno della categoria.

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi con ordinanza 07323/2020 pubblicata il 18 dicembre scorso sul regolamento elettorale del Consiglio nazionale e degli Ordini locali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha determinato una ulteriore sospensione delle operazioni elettorali, originariamente previste per il 5 e il 6 novembre 2020 e poi posticipate con il decreto Ristori 1 al 2 e 3 febbraio 2021, in attesa che il T.A.R. Lazio si pronunci sulla questione di merito e sulla necessità di interrogare la Consulta circa il mancato rispetto delle quote di genere e la mancanza di idonee misure, volte a contrastare le discriminazioni.

Dunque, le elezioni degli Ordini locali dei dottori commercialisti sono rinviate a data da destinarsi e, nel caso in cui il regolamento elettorale fosse ritenuto in contrasto con i principi costituzionali posti a presidio della parità di genere, potrebbe essere necessario riavviare l’intero iter elettorale con un nuovo regolamento e la presentazione di nuove liste.

Sul tema è intervenuto Francesco Corbello – candidato Presidente con la Lista Odcec 2.0 alle elezione dell’Ordine di Napoli Nord con sede ad Aversa – che ha dichiarato – “La categoria ha bisogno di una nuova governance nazionale e degli Ordini locali in grado di tutelare gli interessi dei colleghi in un momento difficile, che vede l’economia del Paese gravemente compromessa. Anche la nostra Professione – continua Corbello – che da anni assiste ad un profondo cambiamento, ha dovuto accelerare la propria evoluzione per fronteggiare la crisi in atto, scontando, spesso, l’assenza di una guida istituzionale in grado di cogliere nuove opportunità e di contrastare con fermezza i numerosi attacchi da più parti subiti, tra i quali, da ultimo, la proposta di Legge presentata il 1° dicembre 2020 da alcuni parlamentari con cui si intende delegare al Governo l’adozione di uno o più decreti legislativi che prevedano per i dottori commercialisti e gli esperti contabili, al fine di poter essere nominati curatore fallimentare, liquidatore, commissario giudiziale o delegato alla vendita oppure per esercitare la difesa tecnica dinanzi alla giurisdizione tributaria (per gli iscritti alla sezione A), il sostenimento di specifici esami di abilitazione in tali materie.

Siamo estremamente convinti che occorra riformare in diversi punti la disciplina che regola la nostra Professione, rafforzando prerogative, esclusive ed ampliando le nostre competenze, ma chiediamo di essere protagonisti di questo cambiamento e non subirlo passivamente!”

Nonostante l’attuale sospensione delle elezioni e l’incerta sorte del regolamento elettorale, il candidato presidente della lista che si oppone a quella capitanata da Corbello ha presentato ricorso in Cassazione avverso la decisione del Consiglio Nazionale dei Commercialisti che ha ritenuto legittima la candidatura di Francesco Corbello quale presidente, ammettendo alle elezioni la lista ODCEC 2.0. “Confidavamo che i colleghi Carboni e Vallefuoco fossero soddisfatti della pronuncia del CNDCEC, essendo stato fugato già nel primo grado del giudizio ogni loro ragionevole dubbio circa la mia candidabilità alla carica di Presidente. Con i Colleghi che compongono la Lista Odcec 2.0 siamo ben consapevoli del fatto che mai come in questo momento ogni attenzione e contributo vada rivolto a ben altri temi che occupano il Paese e la professione. Siamo certi che ciascuno nutra un doveroso rispetto verso i provvedimenti giurisdizionali nonché fiducia verso la massima istituzione di categoria, qual è il Consiglio Nazionale, e pertanto ci dissociamo fermamente da alcune dichiarazioni dei nostri competitor divulgate a mezzo stampa.

Quali elettori e cittadini stiamo sperimentando quotidianamente che la dialettica ed il rigore del metodo scientifico dovrebbero guidare, in ogni tempo ed ambito, il pensiero e l’azione degli uomini contro ogni retorica o vuota negazione delle evidenze dei fatti. Facendo memoria di tutto ciò ci limitiamo a rimandare la decisione del CNDEC così da consentire, a chi vi abbia interesse, di apprendere in maniera diretta l’effettivo tema in discussione su cui è chiamata a pronunciarsi la Suprema Corte di Cassazione e formarsi in maniera libera e scevra da condizionamenti il proprio convincimento. La libertà di opinione, l’analisi scientifica dei fatti e dei dati e il confronto dialettico, sono l’unica base su cui può fondarsi un solido progetto comune.”

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