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Liberi da vincoli

Cellole, investì e uccise Antonio Passero simulando incidente. Arrestato Carmelo Arcieri, deve espiare 21 anni di carcere

La Polizia di Stato di Caserta ha tratto in arresto Carmelo Arcieri (nella foto a destra), classe 1978, poiché colpito da Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso, in data 15.3.2021, dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli. L’uomo è stato condannato ad espiare una pena detentiva di anni 21 e mesi 9 di reclusione, in quanto riconosciuto colpevole del reato di omicidio aggravato in danno di Antonio Passero (nella foto a sinistra) di anni 38, commesso nel mese di marzo del 2012.

In data 20 marzo 2012, in Cellole al Corso Freda, nei pressi del ristorante Il Gabbiano alcuni passanti notavano il Passero Antonio riverso sul marciapiede con gravi ferite alla testa ed alle gambe; immediatamente soccorso l’uomo decedeva in ospedale poche ore dopo.

Quello che all’apparenza poteva sembrare un banale incidente stradale in realtà, a seguito di approfondimenti investigativi, sviluppati dalla Squadra Mobile Casertana, coadiuvata dal personale del Commissariato di Sessa Aurunca, ha assunto un profilo ben diverso; difatti l’attività investigativa, consistita nell’acquisizione ed analisi di immagini dei sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali della zona, consentiva di appurare che il Passero era stato investito da un’autovettura Alfa 156 SW di colore grigio, risultata essere in uso all’Arcieri. L’autovettura, veniva ritrovata presso l’abitazione dell’arrestato, parzialmente smontata, con l’evidente scopo di occultare i danneggiamenti riportati a seguito dell’investimento avvenuto poche ore prima.

Ulteriori accertamenti consentivano di verificare che già nel precedente mese di febbraio del 2012 la vittima aveva subito un tentativo di investimento ad opera dell’indagato. Il movente dell’omicidio era riconducibile ad un banale litigio tra i due a seguito del quale l’Arcieri, per vendicarsi, aveva posto in essere l’azione delittuosa. Terminati gli atti di rito, l’Arcieri è stato associato presso il Carcere di S. Maria Capua Vetere.

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