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Castel Volturno, chiazza nera alla foce del canale Agnena. Sequestrata azienda zootecnica di Capua

Questa mattina in Castel Volturno il reparto Forestale dei Carabinieri del locale comando stazione, unitamente a personale della Guardia Costiera di Castel Volturno, hanno posto sotto sequestro preventivo un’azienda zootecnica, ubicata a Capua, su ordine del GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e su richiesta della Procura della Repubblica. L’azienda è un allevamento bufalino di oltre 670 capi di proprietà di A.Z. di San Cipriano d’Aversa e G.Z. di Caserta, rispettivamente padre (proprietario dell’allevamento) e figlio (gestore di fatto).

Le attività investigative sono iniziate per individuare le fonti dell’inquinamento del canale Agnena, la cui foce a ridosso dei confini dei comuni di Castel Volturno e Mondragone, è stata interessata lo scorso di mese di maggio da una impressionante macchia nera.

Proprio durante un sorvolo con l’elicottero del 7° Nucleo Carabinieri di Pontecagnano è stata individuata anche l’azienda zootecnica colpita dal provvedimento di oggi. Infatti, dall’alto è stato possibile individuare un deposito di enormi cumuli di letame proprio lungo la sponda del canale Agnena, per una lunghezza di circa 250 metri ed una larghezza di 6 metri.

L’accertamento in loco, oltre a consentire di dettagliare quanto già visionato durante il sorvolo, ha permesso di documentare che i liquidi di sgrondo dei letami tracimavano dai cumuli all’interno dell’adiacente canale Agnena, nonché la presenza di un lagone interrato completamente abusivo colmo di liquami.

L’accertamento ha permesso di riscontrare una gestione illegale dei reflui zootecnici derivanti dell’attività di allevamento delle bufale che è risultata essere sistematica e protratta nel tempo, e non occasionale, in quanto anche il registro delle utilizzazioni agronomiche dei reflui è risultato fermo al giugno 2018.

Il titolare dell’azienda zootecnica e suo figlio, quest’ultimo risultato gestore di fatto della stessa, sono stati sottoposti ad indagini, in concorso tra loro, per il delitto di inquinamento ambientale, con condotta reiterata e perdurante.

Al fine di impedire il protrarsi delle condotte illecite, nei confronti degli indagati è stato operato il sequestro preventivo dell’azienda zootecnica ed è stato nominato un Amministratore Giudiziario, individuato e nominato da questa Procura, che dovrà garantire l’osservanza delle norme in tema di gestione dei liquami prodotti dai capi bufalini allevati nella stessa, fino al corretto adempimento delle prescrizioni previste dalla Legge.

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