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Liberi da vincoli

Casertana in 9 a causa del Covid-19 contro la Viterbese: le tre grandi domande della serata di ieri

Ieri sera lo stadio Alberto Pinto è stato teatro di una bruttissima pagina di vita quotidiana, in cui lo sport ha prevaricato il senso comune. Il tabellino recita un normalissimo 0-3 della Viterbese rifilato a domicilio alla Casertana, con il gol di Bensaja e la doppietta di Alessandro Rossi. Purtroppo è solo la conclusione della farsa andata in onda a Viale Medaglie d’Oro. Oramai gli episodi incresciosi di ieri sono conosciuti in tutt’Italia: i falchetti sono stati costretti a scendere in campo con soli nove giocatori a disposizione, con il calcio d’inizio della partita spostato alle 18.15 per eseguire urgentemente nuovi tamponi a tre giocatori (nello specifico Vincenzo Ciriello, Gioele Origlia e Vincenzo Polito) e che, nonostante qualche linea di febbre accompagnata da malessere, sono poi scesi lo stesso in campo.

Dunque non stupisce l’annuncio della società rosso-blu di questa mattina riguardante la positività di altri due elementi, accrescendo a 17 il numero di contagiati nel gruppo squadra. Sono tante le domande che vengono a galla analizzando questa situazione. In primis ci si chiede per quale motivo non si sia atteso il risultato dei tamponi fatti ieri pomeriggio, poco prima della partita. Uno scenario che avrebbe dovuto far scattare in primis un campanello d’allarme a chi di dovere, ma che invece non ha smosso di un millimetro le alte sfere della Lega Pro, con i tre febbricitanti scesi in campo grazie al risultato del penultimo tampone che li dichiarava ancora negativi nonostante la loro situazione fosse ancora sub-iudice.

Il secondo quesito è: per quale motivo si è permessa questa messa in scena? In una nota, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha spiegato le ragioni dell’organizzazione, che si è praticamente adeguata alla UEFA: “(…) La regola UEFA prevede che si gioca se il club abbia almeno 13 calciatori in rosa, compreso obbligatoriamente un portiere, non colpiti da Covid-19; in tale conteggio devono essere considerati i calciatori squalificati o infortunati. Per la Lega Pro i giocatori a disposizione della Casertana erano quindi 16, comprendendo Buschiazzo e Konaté, entrambi squalificati per il match con la Viterbese, e gli infortunati Matarese, Izzillo, Bordin, Cavallini e Valeau. La problematica deriverebbe dunque dal regolamento UEFA, che considera anche gli indisponibili nel conteggio per poter giocare la partita.

In tutto questo emerge la domanda suprema: dov’è finito il buon senso? Con il regolamento UEFA, ad esempio; con il Covid-19 che può ridurre ai minimi termini una squadra non ci si può permettere di non considerare anche squalificati ed infortunati nel conteggio, creando situazioni incresciose come questa. E le parti coinvolte, con la Viterbese che aveva tutto il diritto di scendere in campo (con l’intento di conquistare tre punti assolutamente facili per potersi aiutare nella lotta salvezza) ma forse dai piani alti sarebbe potuta arrivare qualche comunicazione in tal senso, soprattutto dopo l’arrivo dell’ASL poco prima dell’originario calcio d’inizio alle 17.30. Invece il terzo campionato nazionale ha fatto una figura barbina, con la Viterbese che, dopo aver conquistato i tre punti, rischia anche un nuovo contagio per aver giocato contro due positivi. Ma suvvia, sapete come si dice: the show must go on.

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