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Liberi da vincoli

Caserta, ritorna la segnaletica della droga: sotto accusa i giovani

Aree di spaccio predominano il centro città e le frazioni principali

Sembrava un fenomeno scomparso dalla circolazione quello della segnaletica dello spaccio, eppure non è così. Nella città di Caserta si intravedono nuovamente i simboli e le scritte che indicano ai passanti la posizione esatta delle zone di spaccio. A preoccupare, oltre che il distorto fenomeno sociale dilagante, è la vicinanza dei pusher ai quartieri residenziali. Nel mirino dell’accusa sembra ci siano principalmente giovani.

Traffico di droga, colpiti cittadini innocenti

Si tratta di messaggi, segni evidenti, realizzati con poco. Basta una bomboletta di vernice e ovunque si possono scrivere brevi frasi o parole come: “Dio C’è” o “Gesù“. Può sembrare un’esaltata comunicazione religiosa, quasi da setta, e invece cela ben altro.

A Caserta sembrava fossero scomparsi da una decina di anni i “presidi della droga“, ma è ormai evidente che il fenomeno è ritornato nelle piazze e nelle strade. Tra le 21 e le 22 del 14 ottobre, in un orario di rientro dal lavoro e di riposo serale, – stando alle testimonianze di alcuni passanti – tra via Ss. Nome di Maria e via Fusco a Puccianiello (Frazione di Caserta), un gruppetto di giovani avrebbe deturpato l’abitazione di un residente. Quest’ultimo è intervenuto solo più tardi tentando di ripristinare il muro imbrattato con la vernice. La preoccupazione, intanto, assale la quiete urbana.

La Camorra della finta occupazione

Nei dintorni della Chiesa di Puccianiello “nuova”, tra le due vie che abbiamo prima indicato, infatti, si formerebbe quotidianamente, specie nelle ore notturne, una piazza di spaccio abbastanza gremita. Difficile capire se si tratti di un’attività di stampo camorristico. Forte ne è l’ipotesi.

Dato certo, però, è che il vuoto occupazionale giovanile si riempie con lo spaccio e altre attività illecite. Non a caso proprio nelle ore in cui cessano tutti i lavori diurni, inizia lo spaccio di stupefacenti, che coinvolge giovani e giovanissimi. Fuori dalle scuole, nei centri di aggregazione, sotto i porticati di palazzi, nei parchi e negli angoli delle strade lo spaccio e il consumo di droga è elevatissimo. Dunque, non c’è altro da proporre ai ragazzi? A questa domanda dovrebbero rispondere prima di tutti le autorità, che in città come Caserta stentano a partorire progetti inclusivi e costruttivi per impegnare le menti di tanti casertani.

Giovanni, la vittima della storia che vi abbiamo raccontato, 50enne casertano, ha raggiunto la conclusione che la sua generazione ha miseramente fallito con quella successiva. Figli e nipoti che secondo lui non hanno goduto di circoli e oratori, di luoghi in cui spendere tempo in modo forse più creativo. In un momento di crisi morale, più forte di quella economica, la droga diventa un inspiegabile mezzo di business. Non si comprende come tanti disoccupati riescano ad acquistare stupefacenti pure abbastanza costosi. La risposta potrebbe stare nei meandri dei nuovi rimedi della politica? Ai tanti dubbi lasciamo rispondere la pubblica opinione. E ancora una volta chiudiamo con un monito di speranza.

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