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Liberi da vincoli

Carcere duro per la figlia del boss di Pignataro Maggiore: andrà al 41-Bis a L’Aquila Felicia Ligato

Uno dei rari casi in Italia di donne detenute al 41-Bis

Il carcere de L’Aquila, che ospita oltre 160 detenuti al regime di 41-Bis accoglierà nelle prossime ore un nuovo recluso al carcere duro. La particolarità è che si tratta di una donna, Felicia Ligato, 39 anni, figlia di Raffaele, boss di Pignataro Maggiore detto Tonino.

Il ministero della Giustizia ha ottenuto per la giovane donna il regime del carcere per i mafiosi. Si tratta di uno dei rari casi in Italia di donne detenute in isolamento. Nel carcere de L’Aquila ci sono detenuti accusati di noti delitti: da quello di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; da Marco Biagi a Massimo D’Antona. Ed è una delle pochissime donne del clan in Italia, a subire il 41-Bis, nel carcere femminile a L’Aquila.

Felicia Ligato è stata condannata a dieci anni per aver commesso estorsioni (con aggravante mafiosa) nei confronti di alcuni imprenditori forte dell’ombra del padre «Tonino» che con il clan omonimo controllava l’agro caleno la zona capuana e la Casilina, storicamente alleato con la famiglia mafiosa dei Nuvoletta di Marano di Napoli e con i Casalesi.

Suo fratello Pietro è stato scarcerato invece pochi giorni fa dopo nove anni di detenzione. Era stato arrestato 11 anni fa, fu assolto in appello per l’omicidio del padre del pentito Antonio Abbate. Dopo una condanna a 20 anni per associazione camorristica, la pena fu ridotta a 15. È accusato a piede libero anche del delitto di un albanese.

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