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Liberi da vincoli

Camorra, operazione Ghost Tender. Sequestro di 7 milioni di euro a imprenditore vicino al clan dei Casalesi

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lucca stanno eseguendo un decreto di sequestro di prevenzione ex art. 20 del D.Lgs. n. 159/2011 “Codice delle leggi antimafiae delle misure di prevenzione”, emesso dal Tribunale di Firenze – Ufficio Misure di Prevenzione nei confronti di un imprenditore 53enne residente a Caserta, già operante tra la Toscana e la Campania, e del coniuge, attraverso il sequestro di beni immobiliari e mobiliari nonché’ di compagini societarie, per un valore di circa 7 milioni di euro.

L’attività trae origine dall’operazione “Ghost Tender”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lucca, che, nel marzo 2018, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, aveva portato, oltre che a primi sequestri di beni, all’arresto di 5 persone tra la Toscana e la Campania e alla denuncia a piede libero di ulteriori responsabili, in quanto appartenenti o fiancheggiatori di un’associazione a delinquere operativa dal luglio 2013, con base a Lucca e contigua ad un clan camorristico (“Casalesi”, fazione “Zagaria”) radicato nel casertano, dedita all’illecita aggiudicazione di appalti, alle frodi in pubbliche forniture e al riciclaggio.

Nell’ambito delle indagini era stato individuato un gruppo criminale che ruotava attorno ad imprenditori edili residenti in Provincia di Lucca e Caserta i quali, utilizzando prestanome e società compiacenti, molte delle quali “apri e chiudi”, si aggiudicavano decine di appalti della ASL 3 – Napoli Sud (con sede a Torre del Greco), per milioni di euro, in relazione a commesse per lavori edili, banditi per importi inferiori ai valori soglia oltre i quali sarebbe stato necessario ricorrere alle procedure ordinarie di affidamento.

A tale scopo, il sodalizio aveva stabilito rapporti corruttivi con un Dirigente della predetta ASL, il quale non solo aveva aggiudicato l’appalto in violazione delle norme di trasparenza, correttezza e imparzialità’, ma aveva consentito al sodalizio di conseguirne il pagamento pur in assenza di qualsivoglia esecuzione dei lavori. In questo modo, le imprese riconducibili al gruppo criminale erano risultate, a turno, aggiudicatarie di numerosi appalti per lavori falsamente attestati come avvenuti, ma di fatto in gran parte non eseguiti. Il procedimento penale in parola vede attualmente in corso di svolgimento la fase dell’udienza preliminare.

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