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Liberi da vincoli

BASKET Virtus Bologna – Olimpia Milano “Interruzioni sul campo”

Incredibile, la RAI interrompe la diretta del Big match a soli 2 minuti dalla fine

Clamoroso stop alla diretta nella sfida di domenica 27 dicembre valevole per la 13^ giornata della Lega Basket Serie A tra la Virtus Bologna e Olimpia Milano, vinta dai milanesi con il punteggio di 68-73. Senza parole! Tipico di un Paese con “Maggioranza bulgara“, con tutto il rispetto per i bulgari.

Fa molto arrabbiare la maldestra scelta della Rai che, a circa tre minuti dal termine dell’atteso big match, devia la diretta per l’ennesimo collegamento con Montecitorio. Inaspettato, del tutto fuori luogo. Scattano fiumi di polemiche. E vorrei vedere. Dico: ma dove vogliamo andare? Nemmeno negli Anni 80 succedeva.

L’ennesima ferita, diciamocelo, ad un degente già precario, l’ennesimo danno che, tutto sommato, si poteva evitare. Altrettanto francamente, però, diciamoci pure un’altra cosa: i guai del basket, non nascono certo dalla incompiuta gara di domenica scorsa, né dalla recente pandemia. Si tratta di qualcosa che parte da più lontano: anni e anni di inefficienze gestionali (a voler usare eufemismi); di uomini inappropriati, di scelte goffe ed avventate, sempre con eufemismo.

Sollevo un’obiezione (im)pertinente: hanno ancora senso istituzioni come FIP o Lega A? Servono davvero a qualcosa? Hanno onorato la loro missione naturale? Io credo di no! Quale futuro ha, questo sport, in Italia? Quale pazzo può, realisticamente, pensare di investirci? Allenarci?

Concludo con un’ultima salva: dove andrà il basket italiano? Cosa sarebbe, la nostra pallacanestro, senza FIP e LEGA/LNP? Cosa ne sarebbe se, Turkish Airlines Euroleague, avocasse a sé l’intero movimento? Quante poltrone reggerebbero? Poche, molto poche, scommettiamo?

Lettera alla RAI del Presidente della Lega Basket

Gentilissimi tutti,

Vi scrivo per ringraziarvi anzitutto dell’opportunità e dello spazio che ci avete concesso, cogliendo al contempo l’occasione per una riflessione comune ed esprimere il nostro forte rammarico.

L’opportunità che Rai ha concesso al basket è stata grande e importante in un momento come questo. Con i palazzetti chiusi, poter raggiungere un pubblico numeroso come quello di una rete generalista è stata un’occasione preziosa, di quelle che vanno colte e sfruttate al meglio.

La partita vedeva in campo due delle realtà più storiche e amate di un campionato che lotta per sopravvivere al momento più duro, quello dei tifosi lontani dalle loro squadre.

Abbiamo fatto del nostro meglio per raccontare al grande pubblico che il basket è uno sport splendido e in grande crescita di consenso, come evidenziano le ultime indagini di mercato.

Investire sulla visibilità del basket oggi significa ottenere risultati eccellenti domani, quando saremo di nuovo liberi di accorciare le distanze.

La partita è stata bella, combattuta e spettacolare in alcune fasi e dura in altre proprio come sa essere questo sport che è diverso e unico, tutto un altro sport come amiamo dire.

Per questo mi auguro che saremo ancora capaci di pianificare insieme altri momenti di visibilità e promozione di questa grande risorsa collettiva, di questo bellissimo mosaico umano che è il campionato di basket di serie A, vertice di un movimento che merita attenzione e cura.

Allo stesso tempo non posso non esprimervi il grande rammarico per l’interruzione della diretta su Rai Due, che ha ferito la sensibilità di molti davanti ai teleschermi e lasciando noi scossi e delusi.

Proprio in virtù del grande sforzo organizzativo prodotto insieme da Lega Basket e Rai, con grande dispiego di mezzi e di uomini come meritava la gara e il suo palcoscenico, e per rispetto delle oltre 500.000 persone che stavano seguendo un finale di partita così emozionante, mi chiedo se non si sarebbe potuto completare la trasmissione della intera gara su Rai Due.

Due minuti in più avrebbero cambiato di poco le cose mentre due minuti in meno sono stati vissuti come una piccola ferita e come una grave mancanza di sensibilità dai tifosi e dagli appassionati e non solo.

Di questi tempi, una piccola ferita che si poteva evitare.

Umberto Gandini

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