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Liberi da vincoli

BASKET Serie B. Virtus Bava Pozzuoli – Virtus Arechi Salerno. “Di necessità, Virtùs!”

Il titolo più appropriato da adottare, per riepilogare la sfida tra: Virtus Bava Pozzuoli, e Virtus Arechi Salerno. Prima, però, sento l’obbligo morale di fare un’ampia premessa.

Nella pallacanestro, come in altri sport di squadra, esiste un detto: “La palla è rotonda..”; espressione che sottende un principio inviolabi­le, e cioè che: ogni risultato, ovvio o improbabile, non è mai scontato, né sicuro, già in partenza. Per cui, tutto può accadere; il “verdetto del campo”, per sgradito che sia, è sempre democratico. Si tratta di semplici concetti ben noti. Ne sono pienamente consapevole. Tuttavia…

Ho scelto di ripeterli perché mi è sembrata eccessiva, la nota di biasimo sollevata dalla proprietà della Virtus Arechi. È vero: hanno giocato una brutta gara, approcciata male e conclusa peggio. Ma dopo che ne hai vinto quattro, delle ultime cinque gare; dopo che hai ben salda la seconda posizione in classifica (6^ col girone D2), un breve cedimento ci può stare: nella concentrazione, nella lettura dei giochi avversari, nel nervosismo che ti condiziona.

Insomma, niente di più che un fisiologico inciampo. Recuperabile, visto il potenziale del roster. Infine, e concludo: nell’interesse esclusivo di società, proprietà e squadra, gli stracci, meglio che volino tra le segrete mura di casa, piuttosto che librarli pubblicamente. Come comunicazione, può nuocere. Ma andiamo alla partita.

Nell’incantevole cornice di un terso pomeriggio di sole, e col mare a fare da sfondo, il rituale caffè pre-gara, è un appuntamento che non può mancare; è quello il momento in cui, io e Antonio (Vinciguerra), pro­viamo ad immaginare gli scenari che caratterizzeranno la partita. Più lui che io, in effetti.

Stavolta, però, lo sforzo necessitava di un livello di immaginazione che superava ogni statistica ed audacia creativa. Pozzuoli aveva una grossa patata bollente: fare a meno di 2/5 del quintetto base; due assenze pesanti, soprattutto in area colorata. Sasha Kushchev ed Emin Mavric non sono certo rimasti a guardare la gara: erano comunque in prima linea a sostenere i compagni: dal riscaldamento fino al suono della sirena.

La ricetta segreta (neanche tanto, però) della vittoria, constava soprat­tutto di una tenace ed arcigna difesa; una strategia in cui, il “mash-up” (mischiare le carte) fosse la colonna sonora. Ed è appunto così che sono andate le cose. Ma andiamo con ordine.

Dopo un avvio accelerato dei bluegrana, in cui matura il loro massimo vantaggio, il Dinamico Duo Gentile-Spinelli, prende le misure agli avversari. Già a metà del 1° periodo, inizia la rimonta della Virtus Bava che, a suon di rimbalzi, canestri, raddoppi difensivi e zona 3-2 cangiante, ribalta l’inerzia e chiude il secondo quarto sopra di due punti. Ottima prima in onda per il neo acquisto Guaye: 15 di val. Lega.

Il dominio nei contropiedi, frutto di una caterva di palloni sottratti (10) ad un attacco sempre più distratto e nervoso, compensa il ‘trend ribas­sista’ sotto le plance dei locali. Si va al massimo vantaggio a cavallo tra gli ultimi due quarti e, nonostante Salerno provi ad impattare, il match resta saldamente nelle mani di Pozzuoli… …Che riesce anche nello sporcare le % al tiro degli Ospiti, svilendone il punteggio totale e tenendolo ben sotto la loro media (77p.ti p/g). Game over e… silenzio stampa.

Alla faccia del Covid e degli infortuni, questa vittoria è senza dubbio una forte iniezione di fiducia per il prosieguo. Coi recuperi degli infor­tunati, e l’innesto di Guaye, le prossime sfide saranno affrontate con spirito e concentrazione diverse.

Se dovessi scegliere una colonna sonora da abbinare a questa gara, direi senz’altro: “Splendida giornata” del grande Vasco!

Le interviste post gara di Carmine Covino

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