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Liberi da vincoli

Azionariato popolare, unica possibilità per un basket “sano” a Caserta. Il Club Ornella Maggiò apre agli interessati

Accantonare il glorioso marchio Juvecaserta e costituire società ex novo. Trasparenza, partecipazione, tagliare completamente i ponti con le esperienze del recente passato.

Partire da zero con una compagine ex novo ed in piena autonomia è quanto suggeriscono i fatti accorsi allo S.C. Juvecaserta non solo in questi ultimi giorni, ma in questi ultimi 4 anni. Terza esclusione dai campionati nazionali, la seconda in tre anni. Anni di pene, tra corse contro il tempo per l’iscrizione al campionato, rifondazioni, ripescaggi, tentativi di rifondazione con il “salvatore” di turno, ma alla fine “sempre e solo pene“.

Con l’imprenditoria locale che non crede più nello sport e non è più intenzionata ad investirci un euro; con il glorioso marchio Juvecaserta che purtroppo, per ovvie vicissitudini che non stiamo a raccontare perchè appunto vi è la necessità di partire da zero, è finito nel database dei “bad customer della FIP; l’unica strada perseguibile sembrerebbe alla fine l’azionariato popolare.

In questa ottica il Club Ornella Maggiò, unica realtà associativa che da anni lavora a questa prospettiva, è disponibile “a lavorare a un progetto di ripartenza, anche dialogando con altre realtà cestistiche già operanti sul territorio, ma a condizione che ci siano presupposti completamente nuovi, trasparenza, partecipazione, tagliando completamente i ponti con le esperienze del recente passato.”

Il marchio Juvecaserta

Le note vicende accadute, con Caserta fuori dal basket nazionale, hanno evidenziato, purtroppo, che alla denominazione Juvecaserta sono accostate problematiche “profonde e legate al suo possibile uso” – sottolinea chiaramente il Club Ornella Maggiò. “Pur rimanendo fedeli alla tradizione bianconera – si legge nella nota stampa a seguito dell’incontro in streaming del 12 agosto organizzato dal Club – diversi partecipanti hanno auspicato l’uso di un diverso appellativo, per evitare eventuali problemi di carattere giuridico (come ad esempio la possibile identificazione da parte degli organi federali con le società escluse negli ultimi anni dalla serie A e dalla serie A2), ma anche per sottolineare la novità assoluta del percorso che si andrà a intraprendere.”

Partire da zero

Partire da zero, così inizia questo articolo, tracciare un nuovo percorso. Certo partire da zero, perchè non è detto che “se non è Serie A, non è per Caserta”, “Caserta non è piazza da B”, “e la C? Preferisco morire”.

Non dobbiamo ricordare ai lettori come è partita da zero la gloriosa Juvecaserta nel 1951, anno in cui grazie ai fondatori Corrado e Santino Piccolo, giocando nella “palestrina” del Giannone, con abbigliamento tecnico “fatto a mano” ed un pallone di cuoio che pesava 3 chili, nacque il “progetto Juvecaserta“. Un progetto ripreso poi da Giovanni Maggiò negli anni 70 che con grandissima forza di volontà e con non poche difficoltà venne ripagato il 21 maggio 1991, giorno della indimenticabile gara 5 di finale scudetto di Milano, in cui una squadra composta per 7/10 da “terroni” cresciuti nel proprio vivaio, 1 “monellaccio” livornese casertanizzatosi e 2 big USA, batterono e “sbatterono” la Juventus della pallacanestro italiana.

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