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Liberi da vincoli

Aversa, Ciro Tarantino ringrazia Antonio Rascato per aver assistito la popolazione più fragile della città

Ieri, la stampa cittadina ha giustamente riportato la notizia che Antonio Rascato, che per mesi ha coordinato il folto nucleo di volontari che fin dagli esordi della pandemia ha assistito la popolazione più fragile della città, ha comunicato di dover lasciare la guida del NES per motivi di lavoro, dato l’incarico ricevuto presso un istituto scolastico di Ivrea. “Sono contento per Antonio – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Ciro Tarantino – e sono certo che, conoscendolo, comunque, troverà il modo per continuare a collaborare con l’esperienza dei NES, che ha fortemente contribuito a fondare. Così come sono certo che chi lo sostituirà farà un ottimo lavoro. Mi permetto allora, per la prima volta pubblicamente, di ringraziare Antonio per l’impegno profuso a favore della popolazione più vulnerabile della città. Per mesi, ha coordinato i tanti volontari coinvolti nelle azioni di assistenza alla popolazione, con dedizione certo, ma soprattutto con professionalità. I numeri dei cittadini di cui ci si è presi cura in questi mesi – ha ragione Antonio – sono davvero imponenti. Inoltre, grazie ad Antonio e ai molti volontari stabili – una comunità ormai –, dopo la prima, difficilissima, fase emergenziale, abbiamo istituito all’interno della Protezione civile il Nucleo Emergenza Sociale. Così, Aversa, è la prima città che, oltre ai NAS, ha i NES per venire incontro alle emergenze sociali”.

Aggiunge l’assessore: “Il mio ringraziamento è ancora più sentito perché Antonio, con la sua opera di coordinamento dei volontari, pur giovanissimo, si è assunto una responsabilità pesante, in una situazione che nessuno aveva mai vissuto prima. Per mesi, infatti, questo piccolo, silenzioso e giovane esercito della solidarietà è stato continuo bersaglio di calunnie da parte di diffamatori da divano in pantofole, mentre loro tutti i giorni portavano assistenza a concittadini contagiati e disagiati. Infatti, una triste consuetudine cittadina di atavico immobilismo prevede che se non si fa niente tutto va bene, appena si fa qualcosa, fioccano solo critiche disinformate. Purtroppo, in questa città, molti sono osservatori professionali del dito, ma non hanno idea di dove si trovi la luna”.

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