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Liberi da vincoli

Amministrative 2020. Il Consiglio di Stato riammette la lista Cellole nel Cuore di Cristina Compasso

Riammessa a sorpresa dal Consiglio di Stato, la lista Cellole nel Cuore facente capo alla candidata e sindaco uscente Cristina Compasso. L’appello era stato promosso dalla lista, assistita dall’avvocato Scoca, dopo il rigetto da parte del TAR Campania che non aveva accolto i motivi presentati dai componenti della lista.

Il Consiglio di Stato ha valutato alcune discordanze di orari dai verbali del segretario comunale, che sembra caduta in contraddizione, durante la presentazione e ha tenuto conto della particolare difficoltà delle operazioni eseguite in questo periodo emergenziale con le conseguenti disposizioni sul distanziamento.

«Deve osservarsi che agli atti di causa – scrivono i giudici del Consiglio di Stato –  sono presenti i verbali della Sottocommissione elettorale, sottoscritti dal Presidente, che devono ritenersi atti assistiti da fede privilegiata di quanto in essi attestato. Da tali verbali non solo è possibile individuare la presentazione della lista completa degli elementi necessari degli odierni appellanti alle ore 11.50, conformemente alla prima ricevuta rilasciata dal Segretario comunale, ma anche l’avvenuta presentazione della lista n. 2 (nell’ordine) alle ore 11.00. Orbene, nelle note integrative inviate dal Segretario comunale alla Commissione – senza che sia rinvenibile in atti alcuna richiesta istruttoria – risulterebbe contraddetto non solo l’orario precedentemente indicato dallo stesso Segretario e recepito nel verbale della Sottocommissione, ma anche l’orario di presentazione della lista n. 2, avendo affermato, il Segretario, in una delle successive dichiarazioni, che alle 11,50 si trovava alle prese con la presentazione della Lista n. 2.

Ne discende che le note integrative manifestano, come evidenziato dagli appellanti, elementi di contraddittorietà, indicando successive precisazioni di differenti orari e circostanze, ma altresì contraddittoria con quanto risultante da altre attestazioni, la cui fede privilegiata non è stata posta in dubbio, tant’è che non risulta che sia stato modificato il verbale della Sottocommissione relativo alla presentazione della Lista n. 2. Orbene, deve ritenersi che, a fronte di un atto assistito da particolar fede, anche ove sia un pubblico ufficiale a volerne contestare la regolarità, sia necessario l’esperimento della particolare procedura della querela di falso, che nella specie è mancata per lo meno con riguardo alla presentazione dell’altra Lista.

Tale circostanza corrobora la fondatezza del primo motivo di gravame, che, di per sé, comporta l’accoglimento dell’appello. Risulta evidente, da quanto sin qui rappresentato, che non può riconoscersi valore fidefacente a dichiarazioni successive, non collegate alla verbalizzazione di quanto accaduto alla presenza del pubblico ufficiale. Non può trascurarsi, poi, l’ulteriore profilo della particolarità della situazione emergenziale e delle disposizioni sul distanziamento, che non potrebbero, con riferimento esclusivo alla fattispecie specifica, non far propendere per la prevalenza del favor partecipationis. Ne consegue che l’appello deve essere accolto».

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